2009

The Secret of Kells

/ 20097.945 voti
The Secret of Kells
The Secret of Kells

Mentre terribili genti del Nord stanno invadendo l'Irlanda, distruggendo villaggi e sterminando popolazioni, l'abate Cellach cinge l'abbazia di Kells con mura alte e massicce: benché in passato sia stato un miniaturista, è troppo impegnato a difendere i suoi monaci e la gente che gli domanda rifugio per valorizzare come si deve l'arte dei suoi amanuensi ed impedisce anche al giovane nipote Brendan di dedicarsi alla scrittura e al disegno di miniature. L'arrivo a Kells di Fratello Aidan, mitico miniaturista incaricato da San Columba di decorare un libro sacro, cambia le sorti del ragazzo.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: The Secret of Kells
Attori principali: Evan McGuireChristen MooneyBrendan GleesonMick LallyLiam HouricanPaul Tylak, Michael McGrath, Paul Young, Nora Twomey, Alli McCann, Clair Funchion, Conor O'Halloran, Gaelle Hersent, Marie Thorhauge, Sean Lennon, Jonas Hoffmann, James O'Halloran, Fabian Erlinghauser, Kairen Waloch
Regia: Tomm Moore
Sceneggiatura/Autore: Fabrice Ziolkowski, Fabrice Ziolkowski
Colonna sonora: Bruno Coulais, Kila
Produttore: Didier Brunner, Viviane Vanfleteren, Paul Young, James Flynn, Ivan Rouvreure
Produzione: Belgio, Francia, Irlanda
Genere: Drammatico, Commedia, Fantasy, Storia, Famiglia, Animazione
Durata: 75 minuti

Che bello quando il folklore te lo mostrano disegnato… / 26 Agosto 2017 in The Secret of Kells

Affonda le sue radici nei racconti popolari irlandesi, è un’animazione dalle linee semplici, con forme geometriche e ben definite come quelle disegnate dai bambini, eppure racchiude una ricchezza visiva stupefacente e assai vivida.
Molto bella anche la colonna sonora, capace di evocare la magia del folklore irlandese, e che dà ancora più corpo alla storia e sembra diventare tutt’uno con essa.
Se dico tutto ciò, sarà magari perchè sono reduce da un viaggio in Irlanda che mi ha fatto innamorare di questa terra, e mi è parso di rivederla qui.

Per dire il film in una parola: magico.

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8 Aprile 2015 in The Secret of Kells

Che questo film d’animazione, questo gioiello, non sia mai arrivato in Italia è la prova che, dal punto di vista mediatico, siamo indietrissimo.
Riesco a pensare solo ad un motivo per cui i distributori abbiano deciso di ignorarlo: ci considerano profondamente stupidi, e hanno dato per scontato che un film così particolare il pubblico italiano non l’avrebbe apprezzato.

The Secret of Kells racconta una fittizia origine del Libro di Kells, considerato uno dei più grandi esempi nell’arte dei manoscritti miniati.
La storia ha per protagonista Brendan, un ragazzino che vive nell’abbazia di Kells. In un mondo dominato dalla paura per le incursioni vichinghe, Kells sembra una felice oasi: un luogo bellissimo, cibo in abbondanza… e il lavoro costante alle mura, che l’abate ha deciso di fortificare in previsione di un’attacco. Insomma, una prigione dorata i cui equilibri vengono sconvolti dall’arrivo di Fratello Aidan, scampato alla distruzione dell’abbazia di Iona, riuscendo a portare in salvo solo il suo gatto Pangur Ban e il Libro (ancora da completare) la cui bellezza si dice possa allontanare le tenebre.
Proprio per poter completare il libro Brendan finirà per disubbidire agli ordini ed avventurarsi nella foresta, dove incontrerà Aisling, l’ultimo spirito dei boschi.
Questo film, all’apparenza infantile, ha una profondità notevole: a mio avviso parla della bellezza, e di come nei periodi più bui della nostra vita – e della nostra storia – abbia il potere di risollevare lo spirito, letteralmente. Persone di cui non ci è rimasto il nome, ma che hanno vissuto per far sì che quel senso di meraviglia potesse continuare ad esistere, potesse propagarsi nel futuro… ed in modo universale, perchè di fronte ai quei libri, a quelle miniature, di qualunque cultura, noi ci perdiamo ancora oggi.
In questo film ho per la prima volta immaginato cosa potesse dire vederli all’epoca: per noi sono lavori di inestimabile valore, di cui si ammira la precisione e la complessità in un’epoca che non aveva programmi di grafica o fogli per la brutta o una gomma da cancellare. Ma vivere in un mondo dove più o meno qualsiasi cosa poteva ucciderti, col terrore costante che dal mare arrivassero gli stranieri a rubarti tutti e massacrarti, dove c’era poco e la vita è dura… e vedere questo. Vedere che nel mondo c’è anche questo.
E allora viene naturale capire perchè per Aiden è così importante che il Libro venga finito, trovare un apprendista che possa fare quello che le sue vecchie mani non possono più fare. E fare sì che le persone lo vedano, che non diventi solo un altro tesoro tra i tesori e nascosto agli occhi di tutti, negando il motivo stesso della sua esistenza.
Una cosa interessante del film è che il personaggio che più si scontra con Aiden e Brendan, che cerca più di una volta di fermarli, non è un personaggio negativo: l’abate Cellach, zio del protagonista, è un’uomo che ha messo da parte tutto per proteggere la sua gente. Pur riconoscendo l’importanza del libro, reputa un attimo più importante il muro che potrebbe impedire ai vichinghi di entrare: per lui la priorità ce l’ha la sicurezza fisica delle persone, più che il loro spirito. Tu, spettatore, vedi che non capisce, ma vedi anche che si spacca la schiena come e più degli altri, sapendo che la responsabilità di ogni singola vita all’interno dell’abbazia è sua.
Ma come non parlare di Aisling, che ti cattura nonostante appaia per così poco? Questo è uno dei pochissimi racconti dove paganesimo e cristianesimo coesistono e si aiutano: il Libro non può essere completato se non grazie all’aiuto della ragazzina, e non c’è alcuno scontro tra le due culture. Entrambi riconoscono la bellezza insita dell’altro: la foresta è meravigliosa, e Aisling è pronta a dare soccorso non solo per amicizia, ma anche per la curiosità e per aver riconosciuto nel Libro una delle piccole luci di un mondo caotico.

Dal punto di vista tecnico questo film è grandioso: ogni immagine è un quadro, e va visto animato. Le semplici immagini non rendono, e si mangia a colazione tanti spettacolari film in CG: è poetico e ha una fantasia incredibile nella gestione delle scene. Per non parlare della colonna sonora.
Guardatelo (coi sottotitoli si trova), e passate parole. Non esiste che lo conoscano in quattro.

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Un pulsante dipinto ricco di colori / 16 Giugno 2014 in The Secret of Kells

Enormemente piacevole e visivamente godibile. The Secret Of Kells, pellicola del 2009 frutto della collaborazione di diversi studi d’animazione, è un’interessante storia che vanta nell’egregia messa in scena il suo distinto cavallo di battaglia. Ogni sequenza, colorata in tutti i modi possibili e ricca d’animazioni, appare ed incanta lo spettatore come un enorme affresco vivo e dinamico, mentre la bella ed evocativa colonna sonora accompagna con eleganza ogni più piccolo movimento sullo schermo.
Guardare per rimanere estasiati.

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Leabhar Cheanannais. / 31 Maggio 2014 in The Secret of Kells

La potenza e l’estrema ricchezza visiva di questo film sono tra le più imponenti che abbia mai avuto occasione di vedere: la varietà cromatica, la prodigalità dei dettagli, l’ardito layout di talune sequenze in cui i personaggi attraversano senza soluzione di continuità quadri e prospettive diverse come in un codice miniato, la debita proporzione tra stilizzazione grafica e patrimonio estetico desunto dalla tradizione celtica fanno di questo lungometraggio un vero gioiello dell’animazione a tutt’oggi troppo poco conosciuto.

Candidato agli Oscar 2010, dovette cedere il passo ad UP della Pixar: per quanto abbia apprezzato (la prima parte del) il film prodotto dalla Disney, sono certa del fatto che un’opera come Kells avrebbe meritato maggiore considerazione, non foss’altro che per l’approccio “maturo” con cui affronta temi crudeli come quelli della sopraffazione e della morte, senza edulcorare a tutti i costi il racconto (chi deve morire, muore, e lo fa in maniera terribile).
Benché traballante in alcune risoluzioni narrative (la lotta con il terribile Crom Cruach si risolve praticamente senza colpo ferire) che, talora, sottendono una certa conoscenza della mitologia irlandese, il film si riscatta ampiamente in sequenze belle e palpitanti come l’incontro tra Brendan e la meravigliosa Aisling, con la conseguente scoperta della foresta, o quella in cui il gatto Pangur Bàn viene trasformato in entità incorporea.

Torno per un attimo sulla ricchezza estetica della pellicola: realizzata coniugando eccellentemente 2D, CG e flash, questa coproduzione europea utilizza i dettagli formali e cromatici del Libro di Kells, considerato uno dei tesori culturali d’Irlanda, attualmente conservato al Trinity College di Dublino, con uno scopo non esclusivamente creativo, ma anche divulgativo, ed esulando dalla componente puramente fantasy della storia considero questa inclinazione didattica decisamente funzionale ed interessante.

Da scoprire.

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12 Dicembre 2012 in The Secret of Kells

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Allora, ci sta questo pischello che vive in un’abbazia fortificata dove tutti, guidati dallo zio di B., lavorano a costruire le mura. Perché i barbari stanno arrivando, e sono cattivissimi e neri e hanno occhi di fuoco. Lo zio vieta a B. di uscire dalle mura, lui ovviamente lo fa e scopre una magica amica nella foresta, e le sue paure e le supera. Il film è ottima animazione europea che si distacca volutamente dai canoni estetici disneyiani, disegnando un mondo bidimensionale e fatto di quadri diversi nella stessa inquadratura, con i personaggi che spesso passano da uno all’altro senza alcun senso spaziale ma tanto senso visivo. E tanto per bambini non è, perché questi barbari sono veramente cattivissimi e uccidono e saccheggiano tutto, e il male è qualcosa che è necessario conoscere nel percorso di crescita. I muri cadono, quasi tutti sono trucidati (no davvero, una tristezza infinita, che non te la aspetti quando ti metti a guardare un cartone) e B. crescendo può portare a termine il lavoro di scrittura di un libro che contiene tutto il sapere del mondo.

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