Recensione su I sogni segreti di Walter Mitty

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3 Gennaio 2014

Walter Mitty è il direttore del reparto negativi di una famosa testata giornalistica che però sta per trasferirsi sul web. Lo smarrimento di un importante negativo è il pass per uno “spezzone di vita” fuori dai binari.
Dalla quantomai contorta storia di produzione, il film è un remake di radice letteraria. Ben Stiller dirige dietro e davanti alla macchina da presa, da regista e attore protagonista, confezionando un prodotto radicalmente diverso dal dirompente “Zoolander” e il debolmente satirico “Tropic Thunder”.
Ponendosi a metà strada tra il film evasivo e la commedia americana, Stiller riesce a far proprio il carattere sommesso della realtà, ancorando saldamente una storia che avrebbe potuto prendere decolli involontariamente fantastici, quindi ridicoli, riuscendo nell’impresa di farci vedere il film con occhi incuriositi prima che trasognanti.
La vera sorpresa però sta nella regia. Molte le sequenze da ricordare per sapienza del girato: il dinamismo dell’intero frangente della salita sull’elicottero è vertiginoso, divertente e grottesco allo stesso tempo, e i volti dei due attori si contorcono in espressioni rare da immortalare, più naturali che di mestiere. Lo spazio è catturato, talvolta utilizzato per dire ciò che non vuole essere banalmente esplicito, ma l’inquadratura è sempre bella ed efficace, a valorizzare e farsi sentire una volta tanto con merito, non invasivamente.
Se è vero questo si può altrettanto facilmente lamentare perplessità nella sceneggiatura riguardanti soprattutto il rapporto sentimentale, un po’ troppo visto, senza guizzi ne novità, che non aggiunge niente all’empatia filmica, semmai sottrae. Finale troppo lungo e altalenante, avrebbe beneficiato in una cesura più rapida e meno accomodante, almeno riguardo ad alcuni dei troppi nodi sciolti.
Umorismo presente ma non calcato, riuscita più di una gag comica. Personaggio di Sean Penn fascinoso e riuscito.

4 commenti

  1. paolodelventosoest / 8 Gennaio 2014

    Fino all’ultimo ho sperato in un alternate ending, con i presupposti di una storia d’amore che si sbriciolano in modo così, come dire, banale. Non avrebbe funzionato in ambito commerciale, ma oh, sarebbe stata una lezione di cinema. Poi vabbè, Hollywood è Hollywood 🙂 Bravo come regista, Stiller, secondo me cresce.

    • Joel / 8 Gennaio 2014

      Mi ha veramente impressionato a livello registico, non pensavo.

      • Stefania / 8 Gennaio 2014

        Non ho ancora visto questo film, ma ho da molto tempo l’impressione che Stiller sia meno siemo di quel che è sempre sembrato. E la sua interpretazione in Greenberg me l’ha confermato: mi permetto di consigliarvelo, se non l’avete visto 😉

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