2014

The Salvation

/ 20146.632 voti
The Salvation
The Salvation

1870. Dopo aver atteso per anni l'arrivo negli Stati Uniti della moglie e del figlio dalla Danimarca, Jon li vede morire, vittime di un orrendo crimine. Accecato dalla rabbia, si fa giustizia da sé, uccidendo l'assassino dei suoi cari. L'uomo, però, è fratello di Delarue, un malvivente che semina il terrore nei dintorni del villaggio di Black Creek: la comunità isola Jon che dovrà affrontare l'ira di Delarue da solo.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: The Salvation
Attori principali: Mads MikkelsenEva GreenJeffrey Dean MorganEric CantonaMikael PersbrandtDouglas Henshall, Michael Raymond-James, Jonathan Pryce, Nanna Øland Fabricius, Toke Lars Bjarke, Sean Cameron Michael, Carl Nel, Kobus Swanepool, Jose Domingos, Sivan Raphaely, Vanessa Cooke, Grant Swanby, Theo Geldenhuys, Susan Danford, Matthew Thompson, Kelly Lambe, Danny Keogh, Adam Neill, David James, Anthony Oseyemi, Nick Boraine, Robert Hobbs, Anthony Bishop, St John Alexander, Langley Kirkwood, Aidan Lithgow, Dan Robbertse, Andre Odendaal, Ian Edmondstone, Willem Huyzers, Jacques Gombault, Daniel Janks, Koos Dippenaar, Chad Sapire, Juan Dippenaar, Tjaka Erasmus, Hannes Vosloo, Chris Oberem, Jimmy Fell, Gavin Mey, Janus Prinsloo, Alexander Arnold
Regia: Kristian Levring
Sceneggiatura/Autore: Kristian Levring, Anders Thomas Jensen
Colonna sonora: Sisse Graum Jørgensen
Fotografia: Jens Schlosser
Costumi: Diana Cilliers
Produttore: Michael Auret, Sisse Graum Jørgensen
Produzione: Danimarca
Genere: Drammatico, Western
Durata: 92 minuti

Western danese / 5 Marzo 2018 in The Salvation

Discreto western su una classica storia di vendetta.
Parte iniziale molto dura, quasi a far capire come era l’ambiente nel Far West in quegli anni. Infatti Jon (Mads Mikkelsen) non fa in tempo ad abbracciare moglie e figlio che questi gli vengono strappati via sulla diligenza da due uomini mezzi ubriachi.
Jon riesce a vendicarsi ma Delarue (Jeffrey Dean Morgan), il fratello di uno dei due uomini nonchè quello che la fa da padrone nella cittadina, vuole a suo volta vendetta.
La violenza e la vendetta sono il leit-motiv del film; l’unica differenza poteva farla il personaggio di Madeleine (Eva Green), la cognata di Delarue, muta perchè privata della lingua, ma che viene approfondito poco.
Insomma film passabile ma che rischia di essere dimenticato in fretta.
Nel resto del cast da citare l’ex calciatore Eric Cantona, nel ruolo del braccio destro di Delarue.

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Niente male / 5 Agosto 2017 in The Salvation

Un western danese, già questo fa un po’ strano, eppure il tentativo è andato abbastanza a buon fine. Si parla proprio di un danese, Jon (Mads Mikkelsen, davvero ottimo) che emigra negli States e viene raggiunto, 7 anni dopo, da moglie e figlio. Per il colono però le cose si mettono male, perché durante il viaggio verso casa, condividono la carrozza con due uomini che uccidono moglie e figlio. Lui si vendica, ma non sa che uno dei due era il fratello di Delarue, un criminale che detta legge nella città vicina e lo intrappola. Grazie all’aiuto del fratello riuscirà a liberarsi e cercherà con decisione (e pure con un po’ di sana violenza che ci sta bene) di portare la sua vendetta anche contro il criminale. Un western, a sorpresa, visto il paese abbastanza inusuale di provenienza, classico, nel senso buono. Tutto scorre bene, la durata è giusta, gli attori recitano bene, e, anche se non porta chissà che novità, risulta essere un film piacevole e complessivamente ben fatto. Nel cast da segnalare anche la presenza di Eva Green (sorellastra di Delaroue) e del mitico Eric Cantona (scagnozzo del nemico), sempre un piacere rivederlo anche in ambito cinematografico.

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Reminiscenze / 13 Agosto 2015 in The Salvation

(Sei stelline e mezza)

Western di impianto tradizionale che dal punto di vista narrativo, perlomeno nelle premesse, mi ha ricordato Il texano dagli occhi di ghiaccio di Eastwood. E poi qualche (ahimé) indefinita reminiscenza fordiana, un lontano Leone, (forse, a torto) un po’ de La legge del Signore, un pizzico di quel poco che ho visto di Deadwood e chissà cos’altro. Questo per dire che il film di Levring, inevitabilmente, porta alla memoria illustri precedenti, senza per questo finirvi sotto.
Nel complesso, The Salvation è un film di genere che appassiona quanto basta e che si lascia guardare con piacere da appassionati (me) e non (il mio compagno di poltrona) e che annovera l’inserimento di qualche dettaglio ironico e grottesco che ho voluto intendere di taglio nordico.

Mikkelsen irreprensibile: consapevolmente o meno, ripropone almeno un archetipo cinematografico già incarnato (con le debite distanze e proporzioni, mi riferisco all’imbattibile eroe di Valhalla Rising , colui che sembra avere un preciso codice personale nel gestire la propria precisa efferatezza).
Eva Green recita (ed incenerisce) con lo sguardo.
Eric Cantona barbuto interpreta (in maniera ben poco significativa) un bandito corso nel vecchio West: più salgariano di così…

Peccato che l’uso della CGA risulti spesso fin troppo visibile (vedasi le fiamme, in particolare, ma anche gli sfondi costruiti) e che la fotografia esageri in quanto a saturazione: a tratti, ho quasi rimpianto certi villaggi di frontiera realizzati palesemente con quattro assi e la cartapesta.

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18 Giugno 2015 in The Salvation

The Salvation dovevo andarlo a vedere con il mio mentore, il cowboy M. Zinni, uno che mi ha allevato a pane e Sam Peckinpah. Uno che seriamente ha frequentato l’università dei saloon e che abita nel Far West. Dovevo andare ma così non è stato, ho usato mezzi legalmente non riconosciuti dalla legislazione di questo paese per vedere il film. Avevo letto che The Salvation doveva avere qualcosa di Peckinpahchiano, effettivamente ci sono un paio di rallenty ma non sono certo un paio di rallenty a fare un film un film di Peckinpah.. altrimenti pure 300 lo è. Personalmente non m’ha ricordato troppo lo stile del regista, più che da Peckinpah, The Salvation parte da Ford, il pragmatismo americano concretizzato dal mito della frontiera e alla filosofia di John Wayne (che se c’è una carovana da salvare o una frontiera da conquistare poco importa se di mezzo ci vanno dei nativi americani) e da Leone abbiamo il buono, il brutto, il cattivo.

In Peckinpah no, in Peckinpah abbiamo “The right choice for the wrong reason“, in The Salvation NO! Gli eroi di Peckinpah non sono gli eroi del western classico. Altra cosa che ci fa capire come The Salvation non sia Peckinpahchiano, poi la smetto, è il fatto che i personaggi non sono degli anti-eroi. In The Salvation abbiamo i buoni e i cattivi.. ecco, si, forse l’unica cosa veramente Peckinpahchiana è il fatto che i personaggi non si rassegnano dinnanzi all’abuso del potere, l’eroe/gli eroi si pongono sopra la massa e BANG BANG MUORI MALE. Quindi, perdonate lo scazzo, abbiamo definito cosa è e cosa non è Peckinpahchiano ma questo non rende un film bello o brutto. Era solo per precisare, infatti The Salvation pur non essendo un film clamoroso o bellissimo ha i suoi momenti ma ha anche i suoi tempi e gira pure un pochino su sé stesso verso l’inizio del secondo tempo (per ripartire col botto nell’ultima mezz’ora).

Trama:
1870, l’ex soldato danese John (Mads Mikkelsen) manca dalla terra natale da sette anni. Stabilitosi in America con il fratello decide di chiamare a sé parte della famiglia. Il film si apre in una stazione polverosa, piena di persone che cercano di farsi una vita, la maggior parte si illude e invece di trovare la terra delle opportunità trova solo il razzismo dei Wasp. Kristian Levring dirige i primi minuti del film in modo davvero stronzo, è bravo non c’è che dire e ti sale il magone quando nella diligenza una coppia di ex detenuti compagni di viaggio stuprano la moglie di John e uccidono il figlioletto. Il punto debole della sequenza è la sua prevedibilità ma comunque ha un gioco macchina degno di nota ed è sempre d’effetto quando al chiaro di luna, in un’oscurità che sembra inchiostro su un foglio, un uomo dalla danimarca cerca vendetta. La trama così va avanti da sé, uno dei due detenuti è il fratello di un ufficiale dell’esercito Statunitense, un certo Delarue, che ha deciso di dedicarsi all’economia e con metodi a dir poco tirannici costringe la popolazione del posto a versare un contributo per la “protezione”. Il punto è che Delarue vuole vendicarsi.

Ci sono un paio di chicche degne di nota, a parte la scena finale con una sparatoria cazzuta segnata da un montaggio veloce, la prima è un’intera sequenza ed è relativa alla reazione di Delarue. Delarue costringe il paese a sacrificare due innocenti per la morte del fratello. La seconda riguarda invece il personaggio di Eva Green, Eva Green interpeta la moglie del fratello di Delarue ed è muta. Pur non parlando appare fiera, un’Amazzone armata di fucile, una donna dura come il marmo. Ciliegina sulla torta i terreni da vendere, terreni solo in apparenza poveri visto che sotto c’è l’oro nero..

The Salvation non è sicuramente un capolavoro ma è un buon film. Vale la pena spendere i soldi del biglietto? Il film lo consiglierei al fan del western e al curioso. Ma visto che il prezzo del biglietto oggidì è una spesa mica da niente, i quasi dieci euro potete risparmiarli e ringraziare il Don di provincia che vi ha trovato il link gratis:
http://altadefinizione.gratis/the-salvation/

DonMax

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24 Ottobre 2014 in The Salvation

Erano più di 40 anni, che io sappia, che la Danimarca non produceva un western. Dire che è valsa la pena aspettare sarebbe forse eccessivo, ma sono del parere che “The Salvation” sia un buon prodotto. all’inizio sembra che debba trattarsi di una storia piuttosto originale, o per meglio dire esposta in maniera non del tutto convenzionale. In seguito, tende a “normalizzarsi” e ad assumere i canoni di un western standard. Rimane però una gradevole visione, che personalmente non mi ha annoiato neanche per un minuto e che nella sua ora e mezza sceglie saggiamente di non dilungarsi in inutili scene riempitive. Mads Mikkelsen è davvero granitico e probabilmente fa brutto dire qualcosa di lombrosiano come “è proprio un nordico” ma, diamine, è quello che ho pensato. Elogiare troppo questo film sarebbe fuori luogo, tuttavia ritengo che un apprezzamento lo meriti e che non sfiguri nel panorama del western attuale.

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