Recensione su The Rum Diary

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2 Maggio 2012

La produzione di questo film si è protratta per anni. Johnny Depp, ammiratore di Hunter Thompson (a cui il film è dedicato e da un racconto del quale è tratto) si è impegnato anche nella produzione e, finalmente, il film è arrivato nelle sale.
Ora, se Depp deve molta della sua popolarità anche alla sua interpretazione de “Paura e delirio a Las Vegas” (anch’esso tratto da un racconto di Thompson), questa seconda prova imperniata su materiale dell’amico scrittore ha molto del discutibile.
E’ forse il miglior ruolo di Depp da “Neverland”, nel senso che finalmente il buon Depp dismette i panni del pirata e ritorna a cimentarsi con sceneggiature un pò più “difficili”. La sua interpretazione però non è così brillante, forse perchè ormai si è troppo cementificato in ruoli da grande pubblico (provocazione!). Non sono un grande fan dell’ultimo Depp ma apprezzo molto le sue scelte giovanili per cui non disdegno del tutto la sua volontà di portare sullo schermo una storia un che vorrebbe avere un pò più di spessore e di svincolarsi almeno per un film dai cliché pirateschi e burtoniani.
Purtroppo il film ha il sapore del già visto. Molto (troppo) convenzionale la storia, riassumibile in una specie di inno al ritrovato idealismo. Al di là del rum e delle bevute il buon giornalista Paul Kemp mette da parte la sua visione svogliata della vita e si rimette in gioco come giornalista e cronista d’assalto.
Molto (troppo) già visto e già sentito.
La regia di Robinson non è particolarmente incisiva.
Ottima la fotografia e buono il cast (oltre a Depp, Aaron Eckhart, Giovanni Ribisi e Amber Heard bella da morire!).
Sufficienza stiracchiata…

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