Recensione su I ruggenti anni venti

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La coppia Cagney-Bogart… scusate se è poco… / 8 Luglio 2016 in I ruggenti anni venti

Tra fine della prima guerra mondiale e primi anni successivi alla crisi del ’29, Raoul Walsh dipinge i roaring twenties, gli anni del proibizionismo, con uno stile a tratti documentaristico (gli stacchi tra una scena e l’altra con una scolastica voce narrante).
Il film chiude il decennio d’oro dei gangster movies del cinema classico, che videro via via alzarsi la leva del freno a mano dopo il varo del codice di autocensura Hays.
L’attrazione della pellicola, inutile dirlo, sta nell’accoppiata James Cagney – Humphrey Bogart, immortalata in un epocale passaggio di consegne: se Cagney (che qui recita divinamente) era stato assoluto dominatore degli anni Trenta, il decennio successivo sarà appannaggio di Bogart, qui in uno degli ultimi ruoli da comprimario, pronto per il grande salto verso il posto di primo piano dello star system hollywoodiano, quello di divo di punta della major di riferimento.
Ma anche le interpreti femminili se la cavano più che egregiamente, in particolare Gladys George dotata di un fascino d’antan assolutamente peculiare.

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