Recensione su The Road

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Non amo i film post-apocalittici ma… / 29 Giugno 2013 in The Road

Mi sono dovuta ricredere: film interessante, la pellicola perfetta per mettere nero su bianco (o anche bianco su nero, sostanzialmente è la stessa cosa) la natura umana portata allo stremo, al limite del sopportabile e soprattutto del non sopportabile; cosa l’uomo arriva a fare pur di vivere o, meglio, sopravvivere.
Particolare interesse va concentrato sul mutamento del papà e del bambino (ma va là, sono i protagonisti). Un padre che rappresenta l’eroe del figlio da sempre, la luce, il fuoco, i buoni che, qualsiasi cosa facciano, riusciranno a rimanere tali; peccato che la natura animale si faccia sempre più avanti e forte, predominando su quella razionale e “umana”, pur di preservare ciò che si ama e rappresenta, a sua volta, l’unico scopo nella propria breve, sudata e misera esistenza. Ciò che stupisce è che alla fine, solo alla fine del film, si riesce a capire che la vera guida tra i due non era l’adulto, ma il ragazzino debole, impaurito, e troppo emotivo; ci si stupisce di non esserci arrivati prima, eppure la sceneggiatura lascia così tante tracce durante il film: “siamo sempre noi i buoni, vero?”; “sono io quello che deve preoccuparsi, tra noi due”, “invece no, sono io!”; “come faccio ad essere sicuro che non sei un cattivo?”, “devi seguire il tuo istinto”, “tu porti il fuoco?”
Se in un primo momento siamo la scialuppa di salvataggio dei bambini, poi diverranno loro la nostra.

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