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Recensione su Revenant - Redivivo

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. / 23 gennaio 2016 in Revenant - Redivivo

Viscerale, crudo e maestoso, The Revenant è un film dalla trama scarna, assolutamente classica e prevedibile pure quando devia dalla realtà dei fatti, che va visto con la consapevolezza che di fronte ad un’opera del genere una sceneggiatura densa e innovativa è relativamente poco importante. C’è un canovaccio e tanto basta, perchè l’essenza del film è in altro. Sono i paesaggi, le interpretazioni sofferte, la fotografia sopraffina del dio Lubezki e la regia sicurissima e altissima di un Iñárritu che danza sinuoso con la camera ad essere il fulcro di The Revenant. Piuttosto lungo (tagliare il minutaggio non avrebbe avuto conseguenze negative, ma va bene anche così) e sfiancante nel suo mostrare crudelmente le vicissitudini di un Leonardo Di Caprio derelitto e determinato, immerso nella natura più bella e realistica che si potesse proporre in un film del genere, ha un paio di scene da grande cinema. E’ innegabile la bellezza di quella con l’orso, perfettamente realistica e della prima scena di battaglia, un compendio della maestria della regia. Bravi tutti gli attori, in particolare Hardy col suo villain pragmatico e molto evocativa la colonna sonora. Tante strizzate d’occhio al cinema malickiano in certi passaggi, i più onirici, ma anche e soprattutto un chiaro ancoraggio al versante più “terreno” di una storia molto semplice ma riuscita.

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