Recensione su The Rescue

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Se qualcosa può andar peggio, lo farà / 13 Settembre 2021 in The Rescue

Nell’estate del 2018 in Thailandia una dozzina di giovani calciatori e il loro allenatore rimasero intrappolati per tre settimane nella lunghissima e strettissima grotta di Tham Luang, allagatasi improvvisamente dopo il primo inatteso monsone della stagione. Con la minaccia di imminenti piogge interminabili che avrebbero sigillato i passaggi, un manipolo di sommozzatori amatoriali specializzati nell’esplorazione di grotte come quella ha dovuto guidare gli SWAT della marina tailandese e i volontari giunti da ogni angolo del globo, impreparati a un’impresa di quel genere ma determinati a non arrendersi.

La notizia si diffuse in tutto il mondo ma l’unica prospettiva possibile su questa storia era quella dei reporter piantati all’esterno della grotta. I registi del documentario premiato con l’Oscar “Free Solo – Sfida estrema”, Jimmy Chin e Elizabeth Chai Vasarhelyi, tornano a collaborare con National Geographic Channel per raccontare questa storia epica e folle dall’interno, grazie alle riprese originali dei sommozzatori che hanno documentato tutte le fasi dell’operazione di salvataggio improvvisata e condotta in quasi tre settimane. I titoli di coda avvertono che alcuni momenti sono stati però rimessi in scena a posteriori, seppur con gli stessi protagonisti dell’impresa.

Come già in “Free Solo”, oltre che nel racconto dell’impresa miracolosa, gli autori trovano la chiave narrativa vincente nell’indagine privata sulle vite dei protagonisti, in particolare i sommozzatori inglesi, il cui “hobby da sfigati” si è rivelato una specialità preziosa.

Un film che può essere un’utile terapia d’urto per superare la claustrofobia, ma anche solo per affrontare le difficoltà della vita con meno paura e, nelle parole della regista, addirittura un film da vedere in famiglia. Con tanti fazzoletti.

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