Recensione su Il fondamentalista riluttante

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Il fondamentalista riluttante
Regia:

Amore/odio / 13 Gennaio 2014 in Il fondamentalista riluttante

All’interno di una situazione coronata da continue proteste da parte di fondamentalisti islamici, aggravata dal sequestro di un giornalista, a Lahore, Pakistan, il giovane professore Changez Kahn accetta di farsi intervistare dal giornalista americano Bobby Lincoln, raccontandogli di come è cambiata la sua vita dopo l’11 settembre: da giovane rampante nel campo della finanza a islamico da temere.

Se gli americani nei suoi confronti provano un sentimento o di amore o di odio, anche il suo nei confronti dell’America muta e non si delinea perfettamente: “Io amo gli Stati Uniti d’America” ripete sempre, con qualche riserva dovuta a come gli Stati Uniti si approcciano alla sua nazionalità e religione.

Mira Nair firma un film che suscita molte polemiche, sia da parte degli americani che da parte dei Pakistani, in quanto racconta una situazione ostile all’interno di un paese che non è il suo, ma ciò nonostante, non delinea marcatamente una sua presa di posizione; il compito ingrato sta allo spettatore, anche se alla fine si trova abbastanza spaesato, perchè la linea ideologica di Changez non è poi così chiara: si schiera con i connazionali ma con riserve, perchè, nonostante il trattamento non idilliaco a cui è stato sottoposto nel paese ospitante, a quest’ultimo deve molto, la sua carriera, la sua fortuna, l’amore che ha trovato nella fotografa Erica (bravissima Kate Hudson). Ad accentuare questo sentimento globale nei confronti della pellicola, che più che essere di stampo politico è contornata da forti sentimenti e rapporti che si delineano man mano che la narrazione procede è l’eccellente Riz Ahmed, che regala al pubblico un’interpretazione che ti disorienta, non sai se amarlo o odiarlo, se quello che racconta al giornalista ha un fine preciso o se è anche lui confuso, come il contesto nel quale si trova a suo discapito.

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