Riflessi sulla pelle

/ 19907.133 voti
Riflessi sulla pelle

Nell'America rurale dei primi anni Cinquanta, un ragazzino crede che una giovane vedova, sua vicina di casa, sia una vampira: quando il fratello maggiore, reduce di guerra, torna in famiglia e inizia a frequentare la donna, il bambino si dimostra particolarmente geloso.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: The Reflecting Skin
Attori principali: Viggo MortensenViggo MortensenLindsay DuncanLindsay DuncanJeremy CooperJeremy CooperSheila MooreSheila MooreDuncan FraserDuncan FraserDavid Longworth, Robert Koons, David Bloom, Evan Hall, Codie Lucas Wilbee, Sherry Bie, Jason Wolfe, Dean Hass, Guy Buller, Jason Brownlow, Jeff Walker, Joyce Robbins, Jacqueline Robbins, Debi Greenawdt, Sandra Redmond, Walt Healy, Mostra tutti

Regia: Philip RidleyPhilip Ridley
Sceneggiatura/Autore: Philip Ridley
Colonna sonora: Nick Bicât
Fotografia: Dick Pope
Costumi: Joanne Hansen
Produttore: Dominic Anciano, Ray Burdis, Jim Beach
Produzione: Gran Bretagna, Canada
Genere: Drammatico
Durata: 95 minuti

Dove vedere in streaming Riflessi sulla pelle

M / 27 Maggio 2020 in Riflessi sulla pelle

Un bambino scompare e viene poi trovato morto in un pozzo. Lo sceriffo sospetta un uomo, padre del protagonista, perché in un lontano passato era stato colto in effusioni con un ragazzo di diciassette anni (nella provincia dell’Idaho iperpuritana degli anni ’50 ci può stare).
L’uomo accusato si suicida.
Muore un altro bambino. Lo sceriffo potrebbe fare il suo lavoro e cercare i veri colpevoli, e invece decide che il responsabile è ancora l’uomo suicidatosi che in realtà si starebbe nascondendo, e chissenefrega se siamo in un villaggio di cinque case in croce dove è impossibile nascondersi, a provare ad avanzare altre ipotesi lo sceriffo non pensa neppure.

Questa è in realtà solo una vicenda relativamente liminare nel film, ma ben dimostra l’assoluta goffaggine di una sceneggiatura in cui a ogni evento si produce una reazione del tutto non credibile (ma utile a far proseguire la storia sui binari desiderati): è così nella scena in cui i bambini distruggono la stanza della vicina e poi se ne stanno lì a non far nulla per infine dover fuggire in tutta fretta quando questa rientra (ed essere chiaramente beccati); è così nell’interrogatorio del vicesceriffo; è così nella scena del rapimento del secondo bambino, in cui c’è un testimone a dieci metri di distanza e perfettamente visibile di cui i rapitori non si curano; è così nella decisione del testimone, del tutto arbitraria e non giustificata né da fatti particolari né da motivazioni psicologiche, di tacere; è così nei discorsi crepuscolari che la vicina fa al protagonista, discorsi che nessun adulto farebbe mai a un bambino ma che sono un mezzo eccellente per fargli credere che lei sia una vampira.
Ah, poi c’è quel feto umano trovato in un fienile, così, senza motivo, e che il protagonista ritiene sia un angelo, così, senza motivo. Seguiranno, con quel feto, un paio di dialoghi solitari per dare una parvenza di spiegazione ai comportamenti del bambino.

Rimane un enorme punto interrogativo su un’operazione come questa, che pure ha delle virtù estetiche (messa in scena, fotografia, musica) e che a suo tempo venne ottimamente accolta dalla critica (per poi essere rapidamente dimenticata), ma che davvero risulta vuota se non addirittura ipocrita.

Leggi tutto

Cose molto cattive / 21 Giugno 2012 in Riflessi sulla pelle

Sottofondo lynchano (personaggi esasperati e grotteschi, vuoti rurali lancinanti, fotografia a suo modo ruvida ma patinata) per un film che, nonostante alcuni difetti di forma, sa essere particolarmente affascinante.

Il piccolo protagonista è un bambino cattivo, è evidente, né più, né meno: egli rappresenta ciò che, spesso, gli adulti si sforzano di non vedere nell’infanzia, quella sottile ma profonda malignità che, in questo caso, non è solo un’alternativa alla noia e alla solitudine.

Seth è perverso e mai innocente, ha sempre cognizione delle proprie azioni e sa anche bene quali siano le alternative a determinate scelte sbagliate.
Il suo urlo finale, summa morale dell’intera pellicola, è particolarmente sincero, ricorda lo strazio di un angelo caduto: consapevole della sua natura “sbagliata”, Seth non riesce ad opporvisi (o non lo desidera sul serio) e grida la sua consapevolezza (e dannazione) al cielo.

Musiche azzeccatissime di Nick Bicât ad accompagnare sorprendenti immagini e luci degne dei quadri di Hopper e Andrew Wyeth. Per non parlare dell’ “atmosfera” à la American Gothic di Grant Wood: repressione morale, puritanesimo, chiusura sociale e mentale.

Leggi tutto

Inquietante capolavoro / 20 Settembre 2011 in Riflessi sulla pelle

Un film di una potenza visiva impressionante, onirico, visionario, inquietante al punto giusto (ha “segnato” la mia giovinezza), un vero e proprio capolavoro.
Un film misconosciuto, dimenticato. Già è tanto che sia stato doppiato in italiano e sia passato in qualche rassegna.

inserisci nuova citazione

Non ci sono citazioni.