8 Recensioni su

La ricerca della felicità

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19 Agosto 2014 in La ricerca della felicità

Si puo’ dire di un film tanto decantanto un semplice “non mi e’ piaciuto?”.
l’ho trovato lento, una trama ripetitiva e quasi inconsistente.
Non gli ho dato 4 giusto perche’ un po’ di emozioni me le ha passate.

Se vuoi qualcosa / 14 Giugno 2014 in La ricerca della felicità

puoi ottenerla, ma ci vuole grande forza di volontà e grande determinazione. Questo sarebbe l’insegnamento di questo film …. magari fosse sempre così .. comunque un buon film che racconta la storia di un uomo che raggiunge il suo obiettivo pur trovandosi spesso sull’orlo del baratro.

19 Gennaio 2013 in La ricerca della felicità

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Willy può fare quello che vuole, il figlio di Willy anche, perché cazzo, mica è da tutti esser figli di Willy, e va male esser raccomandati, ma esser raccomandati da Willy va bene. Forza Willy.

Muccino si salva perché (Willy) litiga con la moglie quasi subito. E lei se ne va, per cui non possono stare per tutto il film a urlarsi dietro e tirarsi i piatti, come forse Muccino avrebbe voluto.
Il resto è la solita vecchia storia del sogno americano, caduta e risalita, tratto da una storia vera blabla, che fila diretta versa la sua conclusione, senza pretese ma senza nemmeno sbagliare.
Onore ai tocchi anni ’80, come la locandina con la faccia di De Niro aka Raging Bull (Toro scatenato, filmissimissimo) sul tetto del taxi, il cubo di rubick e un’altra che, porco il canguro che ho mangiato e quanto m’è costato, non ricordo.
Willy Willy Willy.
Forse non si è capito. Papale papale. L’infermiera era blablaissima ma simpatica e sfigata e innocua. L’altra era blablaissima ma saccente e orribile e non so come facesse a starci così tanta pienezza di sé in una persona così bassa.
Tsk tsk, tutti pregiudizi i tuoi U_U

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Un pò stucchevole ! / 9 Gennaio 2012 in La ricerca della felicità

Muccino a me piace, più il primo Muccino ma questo film mi è piaciuto il giusto troppo melodrammatico, forse più adatto al pubblico americano che italiano !

2 Gennaio 2012 in La ricerca della felicità

Con questo film stupendo Gabriele Muccino ha prodotto un vero capolavoro, pieno di poesia e di trovate neorealistiche (sono convinta, infatti, che solo un regista italiano poteva girare la scena in cui Chris perde una scarpa e si reca ugualmente al lavoro con un piede scalzo). Imperdibile.

25 Agosto 2011 in La ricerca della felicità

Uno dei tre film che mi ha commosso. E non nella scena in cui dorme in bagno col figlio, ma quando gli riferiscono dell’assunzione.
La vittoria di una persona caparbia e tenace, il mondo avrebbe bisogno di più storie del genere e non di disoccupati che si lamentano dell’assenza di lavoro salvo rifiutare ciò che non considerano dignitoso.

19 Maggio 2011 in La ricerca della felicità

La determinazione e l’ostinazione di Chris Gardner nel cercare di raggiungere la felicità è bellissima; certe volte forse un pò egoista ma è inevitabile x cercare di raggiungere il suo scopo.
Forse l’unico difetto, se così si può chiamare, è che la moglie è vista sempre e soltanto in secondo piano. Sarebbe stato bello conoscere le difficoltà nel vivere accanto a un uomo così…
Ottima la scelta di Muccino di scegliere nel ruolo del figlio, il vero figlio di Will Smith, in questo modo l’alchimia tra i due è praticamente perfetta. Il film è molto avvincente, la storia di Chris Gardner non può non appassionare.

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28 Febbraio 2011 in La ricerca della felicità

La storia di un sogno americano che diventa realtà. Dall’inizio e per tutto il film una serie di sventure portano all’esasperazione lo spettatore ed è inevitabile non sentirsi trascinare dentro e voler vedere a tutti i costi che deve esistere per forza il lieto fine. Will Smith dà prova anche qui di essere un bravo attore, e il fatto che il bimbo sia suo figlio anche nella realtà probabilmente l’ha aiutato ancora di più ad entrare nella parte.
Sul regista avevo delle perplessità, per la caratteristica nervosa di quasi tutti i suoi film, e in effetti anche qui ci ha messo del suo (vedi la moglie/madre che è quasi insopportabile, complice anche l’orrendo doppiaggio), ma nel complesso devo dire che forse era proprio la storia che non lasciava spazio all’ilarità quindi forse anche per questo gli è calzato a pennello.
Un film molto molto commovente ed è per questo che ne consiglio la visione esclusivamente se muniti di svariati fazzolettini di carta, a me sono serviti.

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