2005
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La proposta

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La proposta

La proposta: l’Australia ai tempi dell’Apocalisse / 10 Maggio 2015 in La proposta

Neo-western (posso?) decisamente interessante, vuoi perché ambientato in Australia (contesto geografico già battuto, più o meno seriamente dal genere, vedi Carabina Quigley, per esempio), vuoi per l’ambiguità -tra il crepuscolare e l’idealizzato- dei protagonisti.

L’Australia dei pionieri inglesi è un Paradiso Perduto in cui vige la legge della giungla e anche i cosiddetti portatori di legge e civiltà si lasciano sopraffare da codici umorali e mortiferi: in queste terre, sembrano esistere solo morti che camminano, avvolti da nugoli di mosche affamate, una visione apocalittica che stride nettamente con la bellezza commovente dei paesaggi e dei tramonti.

Chissà perché ritengo non sia un caso che le visioni post-XX secolo dei Mad Max di George Miller siano (oltre che girate in quei luoghi) così fortemente debitrici dell’atmosfera lunare e definitiva del continente australiano.

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1 Ottobre 2012 in La proposta

Come quasi sempre succede, un prodotto valido nel resto del mondo viene accantonato dal mercato italiano fino a che l’evidenza non suggerisce di andarlo a ripescare con anni di ritardo. E’ successo ad Hunger di Steve McQueen ed, in un certo senso, è acccaduto a questo film.
La proposta è il secondo film di John Hillcoat scritto da Nick Cave ed è un western crepuscolare, violento, spietato, ambientato in una lontana Australia che si impone con i suoi paesaggi sconfinati ed i suoi tramonti insanguinati in molte inquadrature e diventa il terzo personaggio della storia. Una terra che il truce criminale interpretato da Danny Huston accetta e a cui si conforma, diventando sempre più selvaggio e crudele, mentre il colonizzatore Ray WInstone con il suo modo di fare, ponderato, educato e civile, vorrebbe portare civiltà e raziocinio in un mondo lontano e selvaggio. In mezzo l’ottimo Guy Pearce, a cavallo tra morale e natura.
La storia è semplice ma ben condotta, la musica si adatta perfettamente al contesto e il cast non manca un colpo (oltre a HUston, Pearce e Winstone fanno un’ottima figura anche Emily Watson e John Hurt).
Un regista da tener d’occhio (ha diretto anche the Road) e un film che merita di essere recuperato..

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20 Marzo 2011 in La proposta

Se l’uscita de Il Grinta coeniano ha ravvivato il dibattito sulla possibilità di fare dei western nel XXI secolo, date un’occhiata a questo film, sceneggiato e musicato da Nick Cave. E’ un autentico western ancorchè girato in Australia, ed è ottimo. Troviamo anche qui il leitmotiv della conquista e civilizzazione dello spazio selvaggio, portato avanti dal capitano Stanley (un magnifico Ray Winstone), suddito di Sua Maestà che crede nella giustizia, tralasciando il piccolo particolare che quello spazio non era affatto vuoto ma abitato da qualcuno. Emily Watson impersona la di lui moglie, madama londinese catapultata in un mondo ostile, donandole quell’ambiguità che le è rimasta cucita addosso dai tempi di Von Trier. Un western che racconta splendidamente anche il paesaggio, assumendo toni metafisici che mi hanno ricordato certe cose di Peter Weir; mentre il soggetto, nel suo nocciolo, può far pensare ad Apocalypse Now. Hillcoat però alla poesia unisce una massiccia dose di violenza, senza ironie tarantiniane o coeniane.

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