Recensione su La tempesta perfetta

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Il film perfetto se non fosse per quella fastidiosa punta di retorica. / 24 Gennaio 2021 in La tempesta perfetta

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Da sempre l’uomo ha sfidato il mare, non solo per scopi di lucro ma anche per misurare sé stesso e il proprio coraggio di fronte a quello che è il più importante elemento, il più pericoloso tra tutti e che rappresenta l’essenza di noi esseri umani.
Il film, tratto da una storia realmente accaduta, racconta l’ultimo folle viaggio, come quello di Ulisse, di sei pescatori che decidono di affrontare un pericolo di dimensioni gigantesche pur di tornare a casa ricchi sfondati (per il denaro hanno perso la sfida più importante, cosa che mi ha messo addosso una profonda tristezza).
Da punto di vista tecnico il film si avvicina al capolavoro, azione, dramma, impianto scenico ed effetti speciali magnifici così come la fotografia, peccato però che non raggiunga la perfezione a causa di un’eccessiva retorica presente (continui richiami al valore, all’onore e all’eroismo che lo fanno paurosamente somigliare a un’americanata).
Nonostante questo un gran bel film, meravigliosa poi la scena finale con l’ultimo e struggente saluto che Mark Whalberg, rimasto solo in balia delle onde, rivolge alla sua compagna.
Splendida la colonna sonora di James Horner, da sempre una garanzia.

“Alla quarta levar la poppa in suso
e la prora ire in giù, come altrui piacque,
infin che il mar fu sovra noi richiuso”.

Inferno, Canto XXVI. Dante Alighieri.

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