La passione di Cristo

/ 20046.5438 voti
La passione di Cristo

Il film racconta le ultime ore di vita di Gesù, dall'arresto alla crocifissione.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: The Passion of the Christ
Attori principali: Jim CaviezelMaia MorgensternChristo JivkovFrancesco De VitoMonica BellucciMattia Sbragia, Toni Bertorelli, Luca Lionello, Hristo Shopov, Claudia Gerini, Fabio Sartor, Giacinto Ferro, Olek Mincer, Sheila Mokhtari, Lucio Allocca, Paco Reconti, Adel Bakri, Luciano Dragone, Adel Ben Ayed, Franco Costanzo, Lino Salemme, Emanuele Gullotto, Francesco De Rosa, Maurizio Di Carmine, Francesco Gabriele, Angelo Di Loreta, Federico Pacifici, Roberto Santi, Giovanni Vettorazzo, Ted Rusoff, Tom Shaker, Andrea Coppola, Romuald Klos, Giuseppe Lo Console, Dario D'Ambrosi, Luciano Federico, Domenico Capalbo, Valerio Esposito, Antonello Iacovone, Nicola Tagarelli, Ivan Gaudiano, Chokri Ben Zagden, Roberto Bestazzoni, Luca De Dominicis, Pietro Sarubbi, Abel Jafri, Lello Giulivo, Emilio De Marchi, Roberto Visconti, Sergio Rubini, Aleksander Mincer, Francesco Cabras, Andrea Refuto, Giovanni Capalbo, Matt Patresi, Sabrina Impacciatore, Daniela Poti, Jarreth J. Merz, Noemi Marotta, Rossella Longo, Davide Marotta, Rosalinda Celentano, Danilo Di Ruzza, Vincenzo Monti, Danilo Maria Valli, Nuot Arquint, Abraam Fontana, Valerio Isidori, Paulo dos Santos, Arianna Vitolo, Gabriella Barbuti, Ornella Giusto, Michelle Bonev, Lucia Stara, Evelina Meghnagi, Francis Dokyi
Regia: Mel Gibson
Sceneggiatura/Autore: Mel Gibson, Benedict Fitzgerald
Colonna sonora: John Debney, Gingger Shankar
Fotografia: Caleb Deschanel
Costumi: Maurizio Millenotti
Produttore: Mel Gibson, Bruce Davey, Stephen McEveety, Enzo Sisti
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Storia
Durata: 127 minuti

Mi aspettavo di meglio… / 25 Novembre 2017 in La passione di Cristo

Il film di Mel Gibson che tanto fece clamore nel 2004 sulle ultime ore della vita di Gesù Cristo (interpretato da Jim Caviezel). Sulla trama in sé non c’è troppo da dire, credo che ognuno conosca le ultime ore di Gesù, a partire dal tradimento di Giuda fino alla crocifissione. Il film, come anticipato, è stato oggetto di ampie critiche, soprattutto per quanto riguarda l’antisemitismo. Io, onestamente, non preferisco lasciare (anche se non certo “far finta di nulla, sia chiaro) questo argomento e concentrarmi sul film in sé, che, onestamente mi aspettavo migliore. In fondo è semplicemente la fine della vita Cristo, nelle sue ultime ore, dove viene tradito, umiliato e torturato (in modo molto grafico, il film anche in questo caso non si risparmia proprio nulla) fino alla crocifissione, con tanto di apparizioni del Diavolo in persona ad accompagnarlo nel calvario. Un po’ peso da seguire, comunque va detto che la buona interpretazione del protagonista, i costumi e la fotografia alzano di molto il valore del film, che sicuramente è sufficiente, però, a mio parere, nulla di più. Da notare che il film è stato girato in Italia, ed è pieno zeppo di attori italiani: a parte il protagonista infatti e Maia Morgenstern (la Madonna), ci sono, tra i più rilevanti: Monica Bellucci (Maria Maddalena), Rosalinda Celentano (il Diavolo), Sergio Rubini, Mattia Sbragia e Claudia Gerini, ad esempio.

P.S. da tenere conto che il film è interamente in aramaico e latino, con qualche cosa di “nostro” che si capisce dai dialoghi dei soldati romani, che parlano una lingua sicuramente vicina alla nostra. Un po’ come nell’altro film di Gibson (a mio parere meglio riuscito, ma vabbè), Apocalypto.

Leggi tutto

Un capolavoro di cinema e spiritualità / 16 Aprile 2017 in La passione di Cristo

Per comprendere questo film, è necessario conoscere il retroterra scritturistico e mistico cui Gibson attinge. Diversamente si cade in uno sciocchezzaio di luoghi comuni che vedo qui ampiamente rappresentato.
Certo: alcuni momenti sono discutibili o meno riusciti. Ma in questi eccessi, c’è in fondo l’anima del film e la firma del regista.
Se non si comprende questo, si finisce accanto a quei giganti della critica che imputarono a Michelangelo di non saper disegnare con la leggerezza – un po’ stucchevole – di Raffaello.

Leggi tutto

25 Maggio 2015 in La passione di Cristo

Quello che colpisce di più è la mancanza di realismo del film. Le scene notturne – al Gethsemani, nel Sinedrio o durante l’ultima cena – hanno tutte una curiosa qualità onirica. Non so se questo dipende dalle fonti del film (Gibson, com’è noto, si è rifatto non solo ai Vangeli ma anche alle visioni di alcune mistiche medievali); certo è che per i primi quaranta minuti sembra davvero di assistere a un sogno – o meglio: a un incubo. La scena della flagellazione, invece, viene quasi interpretata dal regista come una gara sportiva di resistenza fra Gesù e Satana (che per tutta la durata del film fa la posta a Cristo, cercando di indurlo a far ricorso alle considerevoli risorse dell’onnipotenza e a tirarsi fuori dai guai, mandando così a monte la redenzione). Rivelatrice la preghiera di Maria, che dice al figlio (più o meno): «fino a quando vorrai prolungare tutto questo?». Gesù non subisce le torture: si sottopone volontariamente ad esse. Com’è comprensibile, il realismo della scena ne viene fortemente attenuato, e gli insulti dei soldati romani finiscono per destare piuttosto l’ilarità del pubblico che il suo disgusto. In effetti, contrariamente a quanto lasciavano presagire alcune anticipazioni, la flagellazione è perfettamente sopportabile; l’unica sequenza del film che si possa a buon diritto definire splatter risulta quella della crocifissione.

Dell’antisemitismo del film esito un po’ a parlare, perché appiccicare con disinvoltura etichette di antisemita non è una cosa simpaticissima. Quello che è certo è che per Gibson l’intera popolazione di Gerusalemme vuole la morte di Gesù. Fanno eccezione figure individuali: la Veronica e Simone di Cirene (che il regista, graziosamente, fa apostrofare con un didascalico «Iudaeus!» da un milite romano, tanto per chiarire che gli Ebrei non sono tutti cattivi…), e qualche gruppo anonimo di donne (ma più per debolezza femminile che per vera simpatia, direi: i loro uomini sbraitano e sputacchiano tutti quanti). Si potrebbe sostenere che questa è la prospettiva dei Vangeli; ma a ben vedere gli Evangelisti non dicono tutti le stesse cose: Luca, per esempio, non parla affatto di folle inferocite. Il regista si contraddice un poco: la famigerata frase «il suo sangue è sopra di noi e sopra i nostri figli» (che si legge soltanto nel Vangelo di Matteo) viene ripresa, ma messa in bocca al solo Caifa, non a tutto il popolo; e viene privata dei sottotitoli, ma rimane udibilissima.

Sulle qualità specificamente filmiche non c’è molto da dire: sono infatti quasi assenti. L’uso dello slow-motion, il curioso gusto gibsoniano per i piedoni che irrompono di botto nel campo della cinepresa pestando violentemente il suolo, e soprattutto le scene del corvo che punisce il ladrone cattivo, dell’impudica resurrezione e dell’inconcepibile lacrimone che piomba dal cielo a cose fatte, avrei preferito che mi fossero risparmiati.

Gli attori: Jim Caviezel (Gesù) si limita ad incassare botte, Monica Bellucci (Maria Maddalena) è espressiva come al solito (ma a lei molto è perdonato…). Su tutti spicca Rosalinda Celentano – chi l’avrebbe mai detto? – che è un Satana estremamente efficace.

Il miglior film sulla passione di Cristo, in conclusione, rimane ancora e sempre Jesus Christ Superstar

Leggi tutto

Me lo ricordavo più esagerato / 25 Aprile 2014 in La passione di Cristo

Ho visto questo film quando l’han trasmesso alla tv nel periodo pasquale fior di anni fa. Quindi avrò avuto 8-9 anni e tutto quel sangue m’impressionò, nel senso che durante le scene di una fustigazione non ne avevo mai visto così tanto.
Riguardando questa scena ora (me la sono andata a cercare), avendo letto poi tutte le critiche mi chiedo dove sia l’eccesso: dalle ferite esce sangue, non fiorellini. Io tutta questa parte “splatter” non l’ho mica vista (ma notare che Gibson viene criticato per lo stesso motivo anche per Apocalypto, eppure io in quel film non ci ho visto nulla di tanto esagerato). E leggendo le critiche su Wikipedia si legge la parola di “volgarità” e l’espressione “non religioso nel suo efferato dolorismo”. Religione e dolore quando parliamo di Passione e di martiri penso vadano a braccetto. Nel prossimo film su Gesù metteremo i pomodorini ancora interi al posto del sangue, e le carezze al posto delle botte.
Al di là poi di tutte le inesattezze, il succo della storia non si può cambiare.

Leggi tutto

20 Maggio 2013 in La passione di Cristo

Ma dai, se lo si prende per quello che è – ovvero un torture-porn – lo si apprezza ampiamente. Sangue, frustrate, umiliazione, ci mancava solo che qualcuno urinasse sulle ferite (o lo hanno fatto? Non vorrei confondermi) ed il quadro era perfetto.
D’altronde, è un film su Gesù, nel vecchio e nuovo testamento se ne leggono anche di peggiori. Non è stato di certo il primo masochista della storia, ma ha il suo perché.
Santa Bibbia, altro che 50 sfumature di gigio, pardon, di grigio.

Leggi tutto