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Recensione su Omen - Il presagio

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1 marzo 2017

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Ne Il presagio (The Omen, 1976) di Richard Donner ritorna l’idea della prole di Satana del film di Polanski Rosemary’s Baby (1968), non fermandosi al suo concepimento e alla sua nascita nascita, ma seguendo la crescita e la presa di coscienza del “piccolo diavolo” del ruolo che gli è stato destinato.
Dal punto di vista confessionale il film non possiede l’impianto metaforico di quello di Polanski ne il rigore ortodosso di quello dell’Esorcista di Friedkin (1973). Prendendo solo apparentemente spunto dall’Apocalisse di Giovanni inventa di sana pianta una mitologia legata alla figura dell’Anticristo (che nel libro biblico appare solo saltuariamente e non riferito al figlio di Satana, ma a chiunque neghi che Gesù sia il Messia, sinonimo di eretico in pratica). A parte il riferimento a Megiddo (Armageddon, Monte di Megiddo) come luogo della battaglia finale tra Cristo e le forze del male, il film infatti inserisce particolari, come la nascita del figlio del Demonio da uno sciacallo, completamente assenti nella narrazione biblica. Tutto ciò rese comunque a livello grossolanamente spettacolare (l’Anticristo è nato alle 6 del mattino del 6 giugno, ad esempio…) e infatti anche questo film fu un successo e diede origine al filone dei figli satanici che scalano le vette del potere politico ed economico. Il presagio è stato sicuramente il più volutamente commerciale del trittico dei principali e seminali film “satanici” del periodo.

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