Recensione su The Night Eats the World

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28 MINUTI DOPO / 11 Settembre 2019 in The Night Eats the World

“La notte ha divorato il mondo” soffre degli stessi problemi di “It comes at night”. Entrambi i film sono opere derivative di un sottogenere Horror che seppur confezionate a modino non offrono realmente nulla d’innovativo. Sono compitini ben svolti ma triti e ritriti.

La storia di “the night eats the world” è di una semplicità disarmante. Un tizio si addormenta ad una festa e si risveglia la mattina dopo che il mondo è finito a causa dell’ennesima apocalisse zombi. Il film è tutto qui. Non c’è davvero nulla di nuovo sotto il sole ad eccezione degli zombi afoni (bella idea). Per il resto si tratta di un survival film (esistono?) molto misurato e molto banale.

A livello di scrittura alcune cose mettono alla prova la nostra psiche. Come sia fattibile che una metropoli come Parigi possa disabitarsi totalmente nell’arco di una manciata di ore non ci viene detto e noi facciamo del nostro meglio per far finta di nulla.
Come sia possibile che il nostro protagonista accetti la situazione così rapidamente mette nuovamente a dura prova il nostro intelletto. Guarda fuori dalla finestra e subito capisce che l’unica è fare il sopravvissuto. Non è in pena per nessuno e niente pare sbalordirlo realmente. “Oh guarda, i vicini si sbranano! Va beh”.
Aggiungo che il protagonista è poco più di un guscio. Non sappiano nulla di lui.

La regia vuole darsi un tono autoriale ma lento non significa intelletuale.
Fotografia economica, musiche quasi assenti, effetti speciali soddisfacenti, recitazione mhh, messa in scena buona.

Se avete un criceto in gabbia a casa e lo fissate per un po’ di fatto vi risparmiate un ora e mezza di “la notte ha divorato il mondo”

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