7 Recensioni su

La storia infinita

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Un piccolo gioiellino fantasy / 1 Marzo 2020 in La storia infinita

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Forse sarò di parte, ma La Storia Infinita rappresenta una sostanziosa fetta della mia infanzia dove ai tempi consumai il nastro su videocassetta rivedendo più e più volte questo piccolo gioiellino del genere fantasy. Ora grazie a Netflix ho avuto modo di rivederlo dopo perlomeno 15 anni, e per di più in HD. Che dire, è stato emozionante rivivere le avventure di Bastian e quelle di Atreyus alla ricerca di una rimedio per fermare e sconfiggere l’avanzare del Nulla, la speranza e i sogni degli uomini che si vanno pian piano affievolendo, e che sta lentamente spazzando tutto ciò che resta del mondo di Fantàsia.
Alcune cose come la morte del fedele destriero Artax ricordavo accadessero più avanti, ma praticamente subito dobbiamo dirgli addio senza il tempo di creare un legame, ma nonostante questo non si può rimanere impassibili alla scena. Dopotutto la pellicola dura appena 90 minuti, come di norma tutte le pellicole di un tempo dedicate in particolar modo a un pubblico di bambini e ragazzi
Un film che merita di essere visto, ma che purtroppo risente il peso degli anni, almeno per quanto riguarda gli effetti speciali. Non mi dispiacerebbe rivedere un remake sotto forma anche di serie tv. Certo, l’originale rimarrà sempre nel mio cuore ma con gli effetti speciali di oggi si potrebbe ottenere qualcosa di veramente eccezionale.

Voto: 7,5 + 0,5 di affetto fanno di questo film un 8/10

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Un classico senza tempo! / 19 Dicembre 2018 in La storia infinita

Rivisto oggi per l’ennesima volta!
Affascinante, fiabesco, nostalgico, è uno dei film immortali!
Tecniche ed effetti proprio anni ‘80, ma anche questo contribuisce a renderlo ancora magico.
Atreyu, Bastian, Falkor e Artax non li dimenticheremo mai.
Come anche la colonna sonora di Moroder 🙂
8!!!

2 Novembre 2013 in La storia infinita

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

film della mia infanzia, che ricordo con nostalgia. Ogni volta ne rimanevo rapita.
Oh e sto ancora piangendo la morte di Artax. Una scena quella della palude/sabbie mobili, che mi ha segnato a vita. Non posso spiegare la felicità alla fine del film, quando vidi che Atreiu lo stava cavalcando di nuovo! E quanto è bello quando i bulletti finiscono nel cassonetto??? Meraviglioso, meraviglioso film! Tutti i bambini dovrebbero guardarlo! E’ pieno di fantasia avventura speranza forza e amicizia! Un vero gioiellino.

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21 Aprile 2013 in La storia infinita

Uno dei film della mia infanzia!! Originale, storico… mi ricordo ancora l’emozione quando lo guardai la prima volta…….. CAPOLAVORO!

26 Gennaio 2013 in La storia infinita

Un film datato 1984, ma di un’attualitò quasi sconcertante.
Ormai non si sogna più, ormai non c’è più rispetto per il prossimo, ormai stiamo diventando un’accozzaglia di gente di merda…
Consiglio questo film soprattutto a chi è genitore, insegnategli l’educazione ai vostri figli e soprattutto il rispetto verso se stessi e gli altri…

4 Maggio 2012 in La storia infinita

Michael Ende augurò la peste ai produttori. In effetti della bellezza e della profondità del libro ha ben poco, tuttavia come film in sè non è per niente male. Se l’avessi visto da bambina probabilmente l’avrei apprezzato molto di più. C’è da dire che il voto è influenzato molto anche dall’amore smisurato che ho verso il romanzo, ma nonostante le grandi differenze è piuttosto piacevole guardarlo. Il volto dell’Imperatrice poi è perfetto, esattamente come l’avevo immaginato.

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Dal capolavoro di Michael Ende, un discreto film fantasy che ricrea solo in parte la magia del libro da cui è tratto / 3 Luglio 2011 in La storia infinita

La prima volta che vidi questo film avevo solo sei anni ma ancora oggi – nonostante di anni ne siano passati ben ventisei – ricordo che mi piacque moltissimo. Soprattutto, rammento che mi capitò di immedesimarmi molto con i personaggi, in particolare con quello di Atreiu: quanto mi sarebbe piaciuto essere al suo posto mentre volava sul Drago della Fortuna (sfido chiunque lo abbia visto da bambino a dire di non aver provato lo stesso desiderio). Dopo quella volta, però, non ho più avuto modo di rivedere questo film. Soltanto poco tempo fa sono riuscito a riguardarlo, ma questa volta non ho provato le stesse emozioni di quando l’ho visto da bambino.
Probabilmente la causa è da ricercare nel fatto che, nel tempo passato tra le due visioni, mi è capitato (quasi per caso, a dire la verità) di leggere il libro di Michael Ende da cui il film è tratto. E non c’è proprio paragone! Il libro, infatti, è un capolavoro: la storia è avvincente dalla prima all’ultima pagina (tutti i capitoli sono magnifici; forse il più bello è quello intitolato “Le Acque della Vita”), i personaggi complessi e sfaccettati (al lettore viene naturale identificarsi praticamente con ognuno di essi), e le invenzioni (come quella, stupenda, dei sogni dimenticati degli uomini che finiscono nella miniera delle immagini) profuse a getto continuo. In poche parole, il romanzo di Ende è il trionfo della fantasia: è un invito a credere nel potere dei sogni affinché questi si possano realizzare. Mica facile, quindi, riprodurne la stessa identica magia nella versione cinematografica.
E infatti, soprattutto per gli amanti del libro, il film di Wolfgang Petersen è una grossa delusione.
Anche perché la pellicola si occupa solo della prima parte del romanzo, quella che racconta del Nulla che minaccia di cancellare per sempre il regno di Fantàsia, e di come un fanciullo guerriero, Atreiu, in compagnia del suo cavallo, Artax, dietro incarico dell’Infanta Imperatrice, faccia di tutto per impedire che ciò avvenga, tralasciando completamente la seconda. Addio, perciò, a personaggi memorabili come Graogramàn, la Morte Multicolore; al Vecchio che vive solo nella Montagna Vagante, che continua a scrivere all’infinito sempre lo stesso libro, “La Storia Infinita”; alla Donna Aiuola e la sua Casa che muta; a Yor, il vecchio minatore cieco custode della miniera delle immagini; e pure agli Acharai, il popolo dalle cui ininterrotte lacrime nacque Amarganta, la città d’argento.
Ecco, tutte queste meraviglie (e tante altre, tipo Perelun, il Bosco Notturno) nel film di Petersen mancano, e non è certo un difetto da poco, anzi. Il limite principale di questa trasposizione cinematografica, quindi, è quello di aver semplificato troppo il romanzo di Ende (che, giustamente, si arrabbiò di brutto quando vide quello che avevano combinato gli autori della pellicola). Vista la notevole base di partenza, “La storia infinita” poteva essere un bellissimo fantasy: così com’è, invece, è un film appena discreto che riesce solo in minima parte a ricreare l’incredibile magia contenuta in ogni singola pagina dello straordinario libro di Ende. Perciò si consiglia la visione di questa pellicola soprattutto a coloro che non hanno mai letto il libro da cui è tratta: chi invece lo ha letto rimarrà inevitabilmente deluso dalla versione che ne ha ricavato Petersen. Tra le cose da bocciare c’è sicuramente il finale, troppo sbrigativo; mentre tra quelle da salvare c’è la parte ambientata nella Palude della Tristezza (coinvolgente e visivamente affascinante; e la morte di Artax è un momento struggente) e la deliziosa colonna sonora di Giorgio Moroder. In ogni caso, come già detto, “La Storia Infinita“ di Michael Ende è veramente tutta un’altra cosa: semplicemente, è uno dei libri più belli mai scritti.

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