Recensione su The Neon Demon

/ 20166.5211 voti

Incongrua farragine / 26 Marzo 2019 in The Neon Demon

The Neon Demon consiste in un certo senso di due film giustapposti. Nel primo seguiamo le peripezie di un’ingenua provinciale che diventa una modella, suscitando in misura eguale attrazione, ammirazione e invidia. La vicenda è molto esile, ma viene sostenuta da una bella fotografia, che ricorre a frequenti primi piani per registrare i più minuti moti dell’animo dei protagonisti. Questa ricerca della bella immagine rischia a volte di finire nel kitsch, ma The Neon Demon è abbastanza bizzarro da evitare – sia pure per poco – lo scoglio.
Alla metà esatta della durata totale inizia un altro film. La provinciale si trasforma in una più cinica professionista, in seguito – pare di capire – a possessione da parte del demone eponimo. A tratti sembra che l’ingenua ritorni nel suo corpo, ma non è facile dirlo. Ci vengono quindi mostrati, in successione: aggressioni a sfondo sessuale, episodi di necrofilia e cannibalismo, e – più banalmente – ragazze nude sotto la doccia e ragazze nude con la canna dell’acqua in mano. Situazioni da exploitation film, insomma, che si alternano con totale gratuità, senza uno straccio di giustificazione non dico logica ma neanche emotiva. La fotografia eccellente della prima parte sembra scomparsa, o perlomeno è oscurata da un nuovo gusto per il dettaglio macabro e/o rivoltante.
Cosa pensare di questa incongrua farragine? Forse che un regista brillante si è reso conto troppo tardi di avere per le mani materiale insufficiente per comporre un gran film, e ha cercato un’altra via per ottenere il clamore mediatico? Chissà.

Lascia un commento

jfb_p_buttontext