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Recensione su Charlie Countryman

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Charlie Countryman: potenziale sprecato / 15 giugno 2015 in Charlie Countryman

Della serie, “vorrei ma non posso”.
Esplicitamente propenso alla fiaba, l’esordio di Fredrik Bond tende all’iperbole e, tramite alcune buone scelte musicali e fotografiche, si volge alla ricerca del particolare, ma si atrofizza intorno ad un andirivieni poco motivato del protagonista, il quale non affronta vere e proprie prove per conquistare l’amore, ma solo -come dire- diverse vicissitudini abbastanza fini a sé stesse. Insomma, la dimensione fantastica qui non si coniuga bene con un certo realismo di fondo.

Divertente il continuo equivoco Bucarest-Budapest, ma (banalmente) che senso ha avuto ambientare la storia in una città così lontana (non solo in senso geografico) se, poi, chiunque, laggiù parla la lingua dell’eroe ed egli, per esempio, non affronta neppure le imprevedibili difficoltà legate ad un idioma sconosciuto?

Solitamente, Evan Rachel Wood mi piace, ma confesso che, qui, complice una caratterizzazione un po’ sempliciotta del suo personaggio, l’ho trovata davvero insapore.

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