Recensione su La mummia

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L’orrore arriva alla fine / 13 ottobre 2017 in La mummia

Forse c’entra il fatto che non ho più 12 anni, o forse l’eccessiva consuetudine con gli zombie televisivi, ma la prima cosa che ho notato è che il film, a differenza dei suoi predecessori (ma già la versione del 1999 era bene avviata in questa strada), non fa paura praticamente per nulla e non si può definire in nessun modo un film dell’orrore. La mummia, qui, è più oggetto di desiderio che di timore, grazie al fascino incorruttibile – è il caso di dirlo – di Sofia Boutella. Il film tuttavia non spinge sul pedale dell’erotismo, ma tenta piuttosto la via dell’umorismo; purtroppo situazioni e battute strappano al massimo qualche sorriso stento. La storia d’amore (quella con la donna viva) è straordinariamente poco credibile, mentre la commistione con il tema di Jekyll/Hyde si candida alla trovata più gratuita della storia del cinema; mi piace pensare che Russell Crowe pensasse, girando quella scena imbarazzante, “Guarda cosa mi tocca fare per mangiare!”. Il finale aperto lascia intravvedere un seguito, e qui, finalmente, il film riesce a comunicare allo spettatore un senso di orrore e raccapriccio.

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