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Recensione su The Millionaire

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17 febbraio 2011

Jamal Malik, diciottenne cresciuto negli slums di Bombay – anzi, Mumbai – è seduto sul seggiolino nell’atmosfera dello stranoto format; stessa scenografia, stessa grafica, stessi effetti sonori. E davanti a lui uno chiccosissimo presentatore in giacca scintillante dal sorriso di plastica, pronto a darlo in pasto alla polizia nel sospetto che stia barando. Come può un ragazzo delle baraccopoli sapere tutte le risposte? Da questo momento si scopre come ogni risposta abbia analogie con la vita di Jamal, segnata dal rapporto altalenante con il fratello Salim, prima solo un duro poi anche un malavitoso, e dalla ricerca instancabile della sua amata Latika. Proprio questa ragione – non solo il denaro che scandisce la suddivisione in caste – spinge il protagonista a partecipare al quiz: spera fortemente che lei lo veda in tv e torni da lui.

Così, questa bella favola romantica si sviluppa alternando tre tempi narrativi diversi: il presente nel commissariato, i momenti appena passati nello studio televisivo, ed il racconto degli ultimi diciotto anni, specchio della storia recente dell’India. Lo spettatore, accompagnato da un commento musicale azzeccato, è condotto in location incredibili (la baraccopoli, i lavatoi, la città, il Taj Mahal; persino una latrina diventa elemento poetico) che si dimostrano la scenografia perfetta per mettere in luce il labile confine tra la povertà e la ricchezza, la bontà e la cattiveria, l’onestà e la criminalità.

Danny Boyle, regista versatile ed eclettico, si avvicina con questo film alla tradizione di Bollywood e mette in scena un eroe virtuoso, una principessa da salvare, una serie di antagonisti, ed un aiutante che aiuta l’eroe a portare a termine la sua missione grazie ad una sua conversione etica; proprio come nelle più semplici fiabe di Propp. Ed in questo schema elementare, che mescola il melodramma bollywodiano con i ritmi serrati e le scene d’azione del cinema occidentale, l’incubo si trasforma pian piano in sogno.

1 commento

  1. paolodelventosoest / 28 gennaio 2016

    Ottima recensione di cui condivido tutto (ma sono meno entusiastico nel voto, per me è un 7 🙂 )

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