Recensione su Il tocco della medusa

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4 Gennaio 2014

Devo ammettere che Il Tocco della medusa senza Richard Burton probabilmente non sarebbe mai nemmeno entrato in produzione. Burton riesce ad immedesimarsi così bene con il suo personaggio che ci travolge e coinvolge supportando alla grandissima una trama sostanzialmente semplice. Suo contraltare un Lino Ventura strepitoso, un ispettore scontroso, spigoloso in trasferta a Londra, che mal sopporta i retaggi anglosassoni. Il regista comprendendo la grandezza del cast, dirige stando nell’ombra, mai sopra le righe ed è lì secondo me la grandezza del film. Spezzoni di documenti reali (o pseudo tali) sono inseriti ad arte, instaurando nello spettatore il semplice tarlo del dubbio. Nulla è appalesato con sicurezza, fino alla fine ci si sente strangolati tra realtà empiriche e dubbi, tra scienza e oscuro, in un crescendo di sana tensione. I mezzi tecnici per gli effetti speciali del film sono limitati, ma ben sfruttati. La scena finale con l’oscilloscopio che impazzisce mentre tutto sembra finito è degna de ” Gli uccelli” di Hichcock. Consigliato per il sabato sera.

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