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Recensione su Matrix reloaded

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27 giugno 2014

Il seguito di The Matrix acquista ulteriormente in spettacolarità degli effetti speciali (già entusiasmanti nel primo episodio), ma perde parecchio nella storia: la questione della realtà virtuale, del mondo fittizio in cui gli umani sono mentalmente imprigionati, perde quasi totalmente di importanza. E considerando che era l’aspetto più affascinante dell’intero progetto, il danno è enorme.
Centrale diventa la battaglia tra uomo e macchina, tema decisamente meno originale nella cinematografia di fantascienza. In tale contesto la Matrice resta soltanto un ambiente virtuale in cui si svolgono gli scontri che fanno da preludio alla guerra totale pronta a scatenarsi nel mondo reale.
Dal primo episodio eredita il continuo richiamo a fattori mistico-religiosi, a cominciare dai nomi dei protagonisti e da alcune scene oltremodo simboliche.
Rispetto al predecessore però, che era molto più lineare, il livello delle supercazzole aumenta a dismisura, raggiungendo vette inesplorate durante l’incontro con l’Architetto.

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