2012

The Master

/ 20126.5250 voti
The Master
The Master

Un giovane sbandato, reduce dalla Seconda Guerra Mondiale, incontra un uomo carismatico che lo introduce in una particolare congrega.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: The Master
Attori principali: Joaquin PhoenixPhilip Seymour HoffmanAmy AdamsLaura DernJesse PlemonsAmbyr Childers, Rami Malek, Madisen Beaty, Kevin J. O'Connor, Patty McCormack, Lena Endre, Barbara Brownell, Amy Ferguson, Jennifer Neala Page, Christopher Evan Welch, Mike Howard, Bruce Goodchild, Frank Bettag, Mimi Cozzens, Jillian Bell, Joshua Close, Martin Dew, Kevin J. Walsh, Brady Rubin, Jill Andre, Barlow Jacobs, David Warshofsky, Tom Knickerbocker, Mari Kearney, Fiona Dourif, Melora Walters
Regia: Paul Thomas Anderson
Sceneggiatura/Autore: Paul Thomas Anderson
Colonna sonora: Jonny Greenwood
Fotografia: Mihai Mălaimare Jr.
Costumi: Mark Bridges, Wendy M. Craig
Produttore: Paul Thomas Anderson, Megan Ellison, Daniel Lupi, JoAnne Sellar, Adam Somner, Ted Schipper
Produzione: Usa
Genere: Azione, Drammatico
Durata: 137 minuti

Film discreto. Attori(Phoenix-Hoffman) eccellenti. / 13 Settembre 2019 in The Master

Il film racconta, in maniera un po’ romanzata, la storia del fondatore di Scientology, Lafayette Ron Hubbard (nel film Lancaster Dodd) e del reduce Freddie Quell (un intensissimo Joaquin Phoenix).
Freddie Quell è un soldato americano che ha combattuto nella seconda guerra mondiale e torna in patria con evidenti problemi psicologici: da una risata patologica, all’ingobbimento a gravi disturbi ossessivi che riguardano la sfera sessuale. Rifiutato il sostegno psicologico garantitogli dall’esercito, Freddie, si da all’alcolismo (anche questa parte è molto interessante perché ci descrive in maniera più approfondita il personaggio e il suo disagio); lui non beve dei semplici alcolici, ma prepara dei distillati fatti in casa con: alcool, detersivi e alcuni tipi di solventi che ne aumentano notevolmente l’effetto stordente(in un’occasione un poveraccio assaggiando uno dei suoi intrugli ci rimette quasi la pelle). Tra una sbornia e l’altra, un giorno, si ritrova su una nave senza sapere come ha fatto a finirci e fa la conoscenza di Lancaster Dodd, il leader di una “setta”(passatemi il termine) denominata “La Causa” e di tutti gli adepti aderenti a questo movimento. Lancaster è uno uomo carismatico dalla spiccata abilità oratoria che gli garantisce fedeltà e idolatria da parte dei membri del gruppo. Rust Cohle direbbe che cerca di vendere l’inganno ontologico, ma non divaghiamo.
I due sembrano entrare in simpatia, fanno lunghe chiacchierate sorseggiando le dubbie misture preparate per l’occasione, su rischiesta di Lancaster, che sembra essere motivato a capire Freddie e aiutarlo tramite dei test domanda/risposta che ricordano l’ipnosi e che sembrano giovare a quest’ultimo.
In poco tempo Freddie diventerà un membro portante del movimento ma, complice la differente indole, i due non termineranno il percorso intrapreso insieme come si aspettavano.
Il problema di questo film è che sia Hoffman che Phoenix sono talmente magnetici da far passare in secondo piano la trama. E’ stata a tutti gli effetti una lama a doppio taglio perché si passa dall’aspettare con ansia gli incontri-scontri tra Lancaster e Freddie al guardare il minutaggio per sapere quanto manca alla fine del film quando i due non sono insieme.
Dal punto di vista visivo è ottimo, scenografia e fotografia molto ricercati che contribuiscono, a mio avviso, a invogliare lo spettatore a rimanere fino ai titoli di coda. Sicuramente, per mio gusto personale, ho preferito altre pellicole di Anderson, da “Magnolia”, a “Il Petroliere” al più recente ” Il filo nascosto”. Questo film mi ricorda quando da più piccolo andavo in in gita con la scuola a vedere le mostre di quadri, mi annoiavo parecchio ma c’erano dei dipinti che catturavano la mia attenzione, erano belli, senza dubbio e suscitavano in me dell’interesse, ma la domanda è : sarei tornato a vedere quella mostra? E la risposta è no.
Mi è piaciuto questo film? Si, anche se esclusivamente per la prova attoriale da applausi. Ne consiglio la visione? Ni. Lo riguarderei? No.

*Ultima cosa, un plauso al doppiaggio di Adriano Giannini che è migliorato notevolmente in questi anni(forse grazie agli insegnamenti di papà Giancarlo) dal Joker di Heath Ledger(The Dark Knight) a Dicky Eklund di Christian Bale(The Fighter) a Rust Cohle di Matthew McConaughey(True Detective) a John Fitzgerald di Tom Hardy(Revenant) e vedremo come se la caverà nei panni del nuovo Joker di Joaquin Phoenix.

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Maestro e allievo / 28 Dicembre 2014 in The Master

P.T. Anderson racconta la ricerca di una sorta di rinascita interiore, inseguita da un Joaquin Phoenix nei panni di un problematico reduce del secondo conflitto mondiale. Un percorso che va a toccare con eleganza numerosi temi (si passa dalla psicoanalisi al sesso, passando per la “pseudo-religione”).
Anderson confeziona un buon prodotto. Lo fa avvalendosi, oltre che delle proprie capacità, di due interpretazioni decisamente sopra le righe di Philip Seymour Hoffman e del già citato Phoenix. Ne esce una pellicola sicuramente dallo svolgimento lineare, forse meno riuscita rispetto a Il Petroliere, ma comunque decisamente intensa e meritevole di visione.

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25 Aprile 2014 in The Master

Brillante e curiosa l’interpretazione di Joaquin Phoenix, attenta e misurata quella del compianto Seymour Hoffman.
Al di là del richiamo o meno al movimento di Scientology, la pellicola offre uno spunto di riflessione sulla facilità con cui individui fragili e soli, in cerca di un proprio posto nel mondo, possono essere ghermiti e sottomessi da personalità più forti, dalla cui ombra è poi difficile separarsi.
La sceneggiatura però non regge. Procedendo perde in compattezza, apparendo via via sempre più debole e sfumata. Inciampa e si perde. E chissà, non è forse un caso se le più importanti nomination a festival e concorsi il film le abbia ottenute proprio sul versante attoriale.

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5 e mezzo / 9 Febbraio 2014 in The Master

Un film scialbo, completamente carente di attrazione.
Un’accozzaglia di interpretazioni anche notevoli, con una fotografia di indubbia qualità (le uniche due cose che gli han fatto guadagnare qualche stella) e null’altro, senza tensione, senza una storia, senza capo né coda. La premessa di un passato traumatico, l’incontro con un potenziale guaritore, i sintomi di disagi profondi, danno potenziale a un film che invece cade, fallisce nel tratteggiare e delineare approfonditamente i personaggi, nello sviluppare i loro rapporti. Un peccato di sicuro.

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18 Agosto 2013 in The Master

Quel che rimane impresso di The Master, almeno per me, sono le composizioni delle inquadrature, una in particolare : Lancaster e Freddie paralleli e opposti, dopo il primo test/botta e risposta, fotografati e posizionati come un quadro di Hopper. La costante di tutta la pellicola è stata la perfezione stilistica e l’eleganza, insieme ad una atmosfera tesa e ombrosa, se non accecante di luce, che ben racchiude l’intreccio di due storie: il mistico e il disagiato, stretti da un legame di attaccamento inspiegabile, forte e folle, ma infine collassato, credo, in una pantomima liberatoria.
Greenwood sempre stridente e bellissimo, Anderson che danza con la cinepresa e attori eccezionali, tutti frullati dentro un’opera che è più ridimensionata rispetto a There Will Be Blood, ma che nondimeno parla forte e chiaro con gli occhi e la postura storta di un Phoenix bravissimo.
Assurdo nei concetti, mai gridato e dall’atteggiamento discreto, il film si legge come si vuole; io con Freddie e la sua scelta, ragionata o meno.

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