Recensione su Sopravvissuto - The Martian

/ 20157.1473 voti

Spazio ce n’è / 28 ottobre 2015 in Sopravvissuto - The Martian

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Recentemente ho visto Everest, Fantastic 4 e Antman. Questo film Inizia con una tempesta killer da cui fuggire, una astronauta è la donna invisibile (kosovara) dei F4 e un altro l’amico latino scemo di Antman, che qui si chiama Ramirez e ormai lo usano come il prezzemolo. Matt, più espressivo del solito anche perché c’è spesso solo lui, si chiama Mark. On disait, su Marte tempesta, Mark dato per disperso dagli altri che se ne vanno. Inizia con lui enorme e bolso as usual (il termine “bolso” è stato inventato per Matt Damon) madido di sudore che si estrae con le pinze un’antenna conficcata nello stomaco. Siamo vivi, bon, e quindi? Qui intorno è una me**a e life sucks! Vabbè, cerca di cavarsela, coltiva patate e riesce a contattare la NASA. Hey, Mark è vivo! Come lo riportiamo giù? Alla metà film un genietto urla EUREEKA! ho la soluzione per far sì che i suoi amici tornino a prenderlo con un’alabarda spaziale, cioè no, una fionda gravitazionale! Enne marziane vicissitudini prima di ripescarlo. Satisfaction. Se pensiamo a Scott, e al fascistissimo Black Hawk down, è già weird come una storia del genere riesca a evitare la deriva nazionalistamericanoide: la soluzione si trova grazie ad una non so quanto utopistica collaborazione sino-americana tra agenzie spaziali. Matt se ne esce con un valido personaggio ibrido tra MacGyver e Robinson Crusoe, mai veramente abbattuto da tutte le sfighe che gli capitano (ne aveva ben donde) e cocciuto nel provare e riprovare e cercatrovare soluzioni a problemi complessi. Alla fine è un chiodo perché gli razionano il cibo, mi mangio un cane se quella non era una controfigura, si è bolsi mica ora sì ora no 😀 Orgasmi multipli dei nerd per il fatto che (quasi) tutto ciò che viene descritto nel film, in termini di fisica e di botanica e bla, regge. Persino la durata regge, avvince e le curve della trama si susseguono senza essere di troppo, nella triangolazione dei vari personaggi Marte-navicellaconglialtri-terra con la NASA (e Jeff Daniels e il tipo schiavo frustato a sangue per 12 anni). Marte è enorme e rosso e piatto ma a volte no, e se lo volete visitare gli esterni-Marte sono stati girati in Giordania. A mancare è solo l’imprevedibilità, ma la disposizione iniziale delle carte del mazzo è talmente estrema che si poteva:
-o farlo morire subito (ma poi?)
-o farlo morire alla fine – ma che ca**o dopo tutto sto sbattone ci manca solo che muoia! Io l’avrei presa sul dispetto personale.
-o farlo finire bene, ed era l’unica.

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