Recensione su Le streghe di Salem

/ 20135.8161 voti

29 luglio 2014

Un film sporco, truculento, diabolico.
Rob Zombie dietro la macchina da presa ci sa fare e anche come sceneggiatore non è male. L’opera, la pellicola gioca molto sul passato di Salem e sugli effetti dei processi alle streghe ai giorni nostri, è ricca di rimandi al cinema classico “the phantom of the Opera” di Rupert Julian fra tutti passando al mostro Fulciano Freudstein fino ad arrivare a Polanski. Con delle carrellate e più in generale un gioco macchina da paura il regista rielabora una parte della trama di Rosemary’s baby rendendola blasfema all’inverosimile. E, neanche a dirlo, inquadrature al sedere della moglie come se piovessero.

Sheri Moon interpreta la DJ Heidi. Lavora ad una radio locale, il Big H Radio, qui arriva un misterioso disco in vinile ad Heidi, spedito dai “Lord”. La nostra pensa si tratti di una band Industrial in cerca di visibilità invece no. Appena ascolta il disco Heidi catafratta rivive strani episodi legati alle streghe di Salem (i Lords). Le scene ambientate nel 1600 sono fantastiche, la violenza è totale. Si assiste (quasi) all’uccisione di un neonato. Da questo momento la vita di Heidi non sarà più la stessa, sarà sottoposta a una necessità che non si conosce a qualcosa più grande di lei: Heidi darà alla luce il figlio del Demonio ed il matrimonio con Satana avverrà durante un live. Paradossalmente infatti, mandando alla radio il pezzo, i Lords diventano famosi e decidono di fare un tour gratuito con tanto di sacrificio finale.

Verso la fine parte per la tangente, la scena dei vibratori e quella Sheri/Vergine Maria è abbastanza pretenziosa ma, oh, l’Inferno come albergo a 5 stelle e la violenza che si respira nella pellicola è tanta roba.

DonMax

Lascia un commento

jfb_p_buttontext