I cavalieri dalle lunghe ombre

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I cavalieri dalle lunghe ombre

Missouri. Dopo aver combattuto la Guerra di Secessione nelle fila dell'esercito sudista, Jesse e Frank James formano una banda di rapinatori insieme ad altri ex soldati, i fratelli Younger, Bob, Cole e Jim, e Miller, Ed e Clell. Il gruppo di banditi mette a segno diverse rapine alle banche e ai treni, ma Jesse James e i suoi compari dovranno vedersela con gli uomini di Pinkerton, che proveranno a fermare i malviventi con ogni mezzo a loro disposizione.
schizoidman ha scritto questa trama

Titolo Originale: The Long Riders
Attori principali: David CarradineKeith CarradineRobert CarradineJames KeachStacy KeachDennis Quaid, Randy Quaid, Kevin Brophy, Harry Carey, Jr., Christopher Guest, Nicholas Guest, Shelby Leverington, Felice Orlandi, Pamela Reed, James Remar, Ry Cooder, Lin Shaye
Regia: Walter Hill
Sceneggiatura/Autore: James Keach, Stacy Keach, Bill Bryden, Steven Philip Smith
Colonna sonora: Ry Cooder
Fotografia: Ric Waite
Costumi: Tom Bronson, Bobbie Mannix
Produttore: Tim Zinnemann
Produzione: Usa
Genere: Storia, Western
Durata: 99 minuti

LA BANDA FRATELLI / 15 Luglio 2017 in I cavalieri dalle lunghe ombre

Reduce dai successi di “Driver” e “i guerrieri della notte”, Walter Hill inanella un altra perla. Un western crudo, livido ed asciutto come da sua consuetudine.

Jesse James è forse la leggenda del west che più volte ha fatto capolino sul grande schermo. In questo caso il “buon” Jesse è solo uno dei componenti di una nota banda di fuorilegge legati tra loro da legami di sangue. La banda infatti è formata dai due fratelli James, dai tre fratelli Younger, dai due Miller e dai due Ford.
Ecco…la fratellanza è forse l’aspetto cardine del film. Hill ingaggia tutti attori realmente imparentati tra loro, e questo aspetto si traduce in un palpabile coinvolgimento sul set da parte degli attori, e semplifica di molto il riconoscimento dei personaggi.

La messa in scena è minimalista e grigia, come a suggerire un atmosfera povera e desolata, chiara conseguenza di una guerra civile.
La vera scena madre, quella che innalza il valore dell’opera, è sicuramente quella della rapina in banca verso la fine…quando Hill emula il vecchio mentore Peckinpah (probabilmente eguagliandolo nella grammatica del montaggio) rendendo altamente spettacolare la solita sparatoria.

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Ottimo wester firmato Hill / 27 Agosto 2016 in I cavalieri dalle lunghe ombre

Walter Hill si cimenta nel campo del western raccontando la storia del famoso Jesse James e della sua banda. Dopo una rapina finita con l’uccisione di innocenti, il gruppo si distacca, continuando comunque a compiere rapine e furti in vari stati. Un agente non è comunque disposto a lasciarli in libertà… Bel western, che colpisce soprattutto nelle scene d’azione, veramente ben curate e crude, del resto violenza e Walter Hill sono due termini che vanno d’accordo e qui si vede. Anche le storie dietro ai personaggi sono ben narrate. Interessante anche la scelta del cast con veri fratelli ad interpretare quelli della storia: I tre Carradine sono gli Younger, i Keach sono i James, i Quaid sono i Miller e i Guest sono i Ford. Oltre a loro si segnala la presenza di James Remar, in un ruolo minore, “attore feticcio” di Walter Hill.

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24 Settembre 2013 in I cavalieri dalle lunghe ombre

Western di Walter Hill che vede il ritorno di una tecnica importata dai film di Sam Peckinpah.

Walter infatti usa il trucchetto del ralenti rendendo le sparatorie ancor più spettacolari. Attenzione, non solo piombo anche coltelli, il western di Hill è un western dalle lame facili e sfide all’ultimo sangue. Da notare come nella scena del combattimento con i coltelli ci si chieda se si sia passati in una pellicola di genere piratesco e in fondo sempre lì siamo, banditi.
Pirati del deserto, protagonisti di un film che lascia spazio non solo alle sparatorie, all’azione, ma anche e soprattutto all’analisi psicologica dei vari personaggi.
Essi sono così differenti e allo stesso tempo legati dall’appartenenza ad una tribù di miserabili. Questa è la storia della celebre banda di Jesse James composta dai fratelli James, dagli Younger e i Miller.
Una delle cose che più mi sono piaciute è la resa epica ottenuta da quel senso di sporco, fra fango e ferite, impresso nei volti e nei corpi dei nostri cattivi non troppo cattivi.
Tanto curioso quanto notevole lo scegliere terne e coppie di fratelli per l’interpretazione dei personaggi. Il trittico Carradine da un lato, le tre coppie Keach-Guest-Quaid dall’altro, nel Missouri post guerra di Secessione.

Dei Sudisti nei moderni States.
Dei fratelli dediti alla rapina, agli assalti di treni e diligenze, alla frequentazione di Saloon e baldracche. Hanno vizi, tanti, l’alcool e le donne prima di tutto.
Hanno debolezze, molte, vogliono metter su famiglia ma sono consci del fatto che la loro professione non glielo permetterebbe mai. E’ così che il regista accosta alle sparatorie lunghissime pause nelle quali emergono i sogni e le paure dei nostri “ladri gentiluomini”.
Dei dannati a depredare banche in eterno… o quasi.

Note.
Si consiglia la visione di Jess il bandito, western che si focalizza sulla figura di Jesse James.

DonMax

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