Recensione su Il mio amico vampiro

/ 20006.010 voti

8 novembre 2017

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Film per ragazzi, diretto dall’eclettico regista tedesco Uli Edel (Christiane F., Le nebbie di Avalon, Houdini), che parla dell’amicizia che s’instaura tra il piccolo Tony e Rudolph, ultimo rampollo di una famiglia di vampiri. La storia è tratta molto liberamente dal primo libro di una popolare serie dedicata al personaggio di Vampiretto, che a oggi conta ventidue volumi (in Italia editi solo i primi otto), scritto dall’autrice tedesca Angela Sommer-Bodenburg. Rispetto al romanzo cambiano, infatti, l’ambientazione, i nomi e la nazionalità dei protagonisti. Anton da bambino tedesco diventa l’americano, trasferitosi con la famiglia in Scozia, Tony. Il piccolo vampiro Rüdiger von Schlotterstein è traslato in Rudolph Sackville-Bagg, anche se solo nella versione italiana, nome che richiama spudoratamente i Sackville-Baggins, una famiglia di hobbit presente ne Il signore degli anelli di Tolkien. La figura del cacciatore di vampiri Rookery è invece completamente inventata, come altre nel film, nel romanzo a dare la caccia alla famiglia del Vampiretto è il guardiano del cimitero dove essa risiede. Famiglia comunque non proprio innocua come quella vista sullo schermo, che si ciba di sangue animale e che coltiva la speranza di ridiventare umana, ma che nel romanzo annovera nelle proprie file veri e propri mostri sanguinari (vedi la zia Dorothee). Differente è, come intuibile, anche il tono del racconto, più movimentato ma meno pauroso quello del film, rispetto a un romanzo più cupo ma in pratica privo d’azione, dove le avventure dei due amici si originano dalle banalità quotidiane. Tono che si sarebbe probabilmente rivelato lontano dai gusti dei piccoli spettatori contemporanei, ma che però rende i bambini l’unico pubblico cui il film possa aspirare.

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