Recensione su Il leone d'inverno

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16 Dicembre 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Nel Natale di un anno che mi sono scordato il re d’Inghilterra Enrico (credo Plantageneto), che è Peter O’Toole, riunisce nel castello di boh la moglie, Eleonora di Aquitania aka Kathrine Hepburn, una gnocca che si scopa lui perché lei è giovane, i tre figli, di cui uno è un Anthony Hopkins pischello e il re di Francia (Timothy Dalton/007 da bambino). La questione è tutta su chi deve succedergli al trono di Inghilterra, e ne parte una serie infinita di sotterfugi e doppigiochi da parte di tutti contro tutti per fregare il resto della famiglia. Il film è di chiara impostazione teatrale, da cui suppongo ben che sia tratto, e si svolge quasi interamente tra le fredde mura e i pavimenti sterrati del castello, dove i re vivono tra le galline e nessuno quella notte dorme mai. Tanto tuonò che non piovve, finisce con un clamoroso nulla di fatto, dopo che quasi si era arrivati alle spade. La mole di intrichi che tutti elaborano è infinita e ingarbugliata, gli attori spaccano di brutto e sembra di assistere ad un grande spettacolo che potrebbe andare avanti sine die.

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