Recensione su The Life of David Gale

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La sottile linea tra l’essere socialmente impegnati o fanatici / 6 agosto 2015 in The Life of David Gale

Partiamo dal presupposto che il film ha fondamentalmente un obbiettivo cardine,quello di far riflettere su una tematica come la pena di morte che da sempre è dibattito tra oppositori e sostenitori di tale pratica.

Noi italiani siamo stati i primi ad abolirla più di due secoli fa’ e questo fa pensare al fatto di come la nostra società un tempo fosse all’avanguardia su vari fronti visto che poi i vari stati europei ci seguirono a ruota.
Però tutt’ora l’argomento è divisivo e per un cittadino del nostro continente è difficile capire il perchè in alcune parti del mondo sia ancora operante e attiva questa pratica inumana,che vorrebbe avere un effetto deterrente verso i potenziali criminali ma che di fatto secondo i dati della giustizia americana non ha alcuna valenza significativa ,insomma chi vuole commettere un omicidio lo fa comunque nonostante sappia che la conseguenza potrebbe essere proprio questa.

Il film però mette la lente di ingrandimento non solo sul no-sense e sul fatto che il tutto è ideologicamente sbagliato ma anche su quei gruppi che si battono per l’abolizione e hanno si un ruolo importante e attivo nella protesta ma che la linea tra semplice e sentito impegno e fanatismo è molto sottile.
Non spoilero mai perciò mi limito a consigliarvi la visione di questo film,la prima ora magari risulta un po’ lenta ma dopo il tutto impenna e ci sono colpi di scena degni di nota.

Il mio voto sarebbe un 7,5 ma in questo caso vista l’importanza dell’argomento e la sempre grande prova di Kevin Spacey(aggiungo che il doppiatore italiano è fra i più bravi) arrotondo per una volta per eccesso dando un 8.

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