18 Giugno 2015 in Ombre malesi

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Tipico drammone Warner a uso e consumo della Davis, brava ma non indimenticabile. La fedifraga fra un pianto e l’altro viene punita per la gioia del pubblico; ridotta a sfondo folkloristico l’ambientazione asiatica, esteticamente molto riuscite alcune inquadrature. Si segnala uno dei pochi casi di felice scelta della traduzione italiana, l’evocativo “Ombre Malesi” in luogo del vago The Letter.
Godibile, per un tranquillo pomeriggio condito da snack.

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