L'ultimo uomo della Terra

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L'ultimo uomo della Terra

Da un romanzo di Richard Matheson. Il Dott. Morgan è uno dei pochi sopravvissuti ad un'ecatombe a livello planetario che ha trasformato gli esseri umani in zombie affamati di carne umana.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: The Last Man on Earth
Attori principali: Vincent PriceVincent PriceFranca BettoiaFranca BettoiaEmma DanieliEmma DanieliGiacomo Rossi-StuartGiacomo Rossi-StuartUmberto RahoUmberto RahoChristi Courtland, Antonio Corevi, Ettore Ribotta, Rolando De Rossi, Giuseppe Mattei, Enrico Salvatore, Alessandro Tedeschi
Regia: maschioUbaldo RagonaSidney SalkowSidney Salkow
Sceneggiatura/Autore: Richard Matheson, William F. Leicester, Ubaldo Ragona, Furio M. Monetti
Colonna sonora: Paul Sawtell, Bert Shefter, Alfonso D'Artega
Fotografia: Franco Delli Colli
Costumi: Angiolina Menichelli, Carmen Frosali
Produttore: Samuel Z. Arkoff, Robert L. Lippert
Produzione: Italia, Usa
Genere: Drammatico, Horror, Fantascienza
Durata: 86 minuti

quel momento in cui ti rendi conto di essere tu quello che bussa alla porta, la minaccia, il vero mostro… / 18 Agosto 2015 in L'ultimo uomo della Terra

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

La trasposizione più fedele al romanzo di Richard Matheson “Io sono leggenda”.
Il protagonista, Morgan, è interpretato da un perfetto Vincent Price, triste e ossessivo. Si tratta di un piccolo gioiellino low budget interamente girato in Italia, a Roma nei deserti quartieri dell’EUR, con belle inquadrature delle mostruosità architettoniche del posto. Il tono apocalittico del romanzo è mantenuto, così come quello del tema del “diverso” e della nuova società destinata a prendere il posto dell’uomo. E’ anche l’unico a mantenere il finale del romanzo, col protagonista, ormai unico mostro su un pianeta di vampiri che muore in una chiesa, diventando così leggenda.
Il film ha influenzato altre pellicole successive, sopratutto quella di Romero “La notte dei morti viventi” (le sequenze notturne, l’assedio, la fotografia in bianco e nero).

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1 Novembre 2013 in L'ultimo uomo della Terra

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

L’ultimo uomo sulla Terra.

Eh, mo’ si mica prima.
-DonMax sul film-

Vincent Price è l’ultimo uomo sulla Terra, un dottore tenebroso, afflitto da ciò che avviene nel presente e soprattutto dai ricordi del passato.
Ricordi che emergono come incubi ad occhi aperti.
Egli è un solitario in una Roma deserta, cupa, pestifera. L’atmosfera del film è pesante ed il senso di pesantezza che si respira è dovuto sia ai drammi del nostro anti-eroe sia all’ambientazione infernale.
Ambientazione caratterizzata dalla mancanza di speranza per l’umanità.. un umanità morta e sepolta con il dr. Robert Morgan.

Cosa è successo a Roma ? Cosa è successo all’Europa e soprattutto al mondo ?
Una terribile epidemia ha colto impreparato il genere umano. Giorno dopo giorno, in modo lento ed inesorabile, uomini donne e bambini si sono trasformati in vampiri. Pensate che all’inizio il Governo cerca addirittura di trovare una soluzione imponendo che si bruciassero i cadaveri dei parenti deceduti (fra cui la figlia del nostro) e i dottori tentano di scovare la cura. Egli stesso si rifiuta di credere all’idea che il mondo preda del vampirismo.
Il vampirismo, qualcosa legato alle leggende, alle tradizioni popolari… non vi è nulla di razionale in tutto ciò. Non dimentichiamo che Vincent Price interpreta un dottore.
Consapevole di quello che gli accade attorno, la sua vita si trasforma in una terribile routine.
Di giorno Morgan, armato di paletti di legno, gira per la città alla ricerca degli “appestati”. Quartiere dopo quartiere, zona dopo zona individua i loro rifugi. Lotta contro queste creature, lotta per sé stesso, per la sua sopravvivenza. Li impala e brucia i corpi. La luce del giorno li indebolisce ma la notte li fortifica. Da predatore Morgan si trasforma in preda ma scampa alla morte con dei piccoli trucchetti: in casa propria appende alle porte specchi ed aglio.

Sono passati tre lunghi anni ormai e la società, come la conosciamo oggi, non esiste più.
Ai nostri occhi si presenta una giungla metropolitana caratterizzata dalla mancanza di qualsivoglia elemento di civiltà.
L’ultimo uomo della Terra è un grido, un incubo, un isteria generale in cui sono presenti pochi momenti di luce/speranza (basti pensare alla scena del cane). Dimenticatevi “Io sono leggenda”, la risposta in celluloide al romanzo di Richard Matheson è tutta italiana, è “L’ultimo uomo sulla Terra”.

Non fate gli str*nzi perché ora vi linko il film completo:
http://www.youtube.com/watch?v=NvitAWbth_Q

DonMax

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Un piccolo gioiello del cinema di fantascienza / 22 Giugno 2011 in L'ultimo uomo della Terra

Un misterioso virus ha trasformato gli esseri umani in vampiri. L’unico sopravvissuto è uno scienziato, Robert Morgan. Robert, che a causa della terribile epidemia ha visto morire sia sua moglie che sua figlia, si ritrova quindi completamente solo, e la solitudine lo rende una persona triste e disperata. Egli è l’ultimo uomo della Terra. Letteralmente. Sono ormai tre anni che va avanti così. La sua condizione di unico superstite lo costringe inoltre a ripetere sempre gli stessi identici gesti, come se fosse un automa. La sua vita, perciò, sembra essere diventata una specie di condanna. Ed è obbligato a sopportare tutto questo da solo. Le sue priorità, per continuare a sopravvivere, sono quattro: bruciare i cadaveri infetti che raccoglie per la strada, cercare provviste per il proprio sostentamento, tentare di trovare un antidoto che riesca a debellare il virus che ha provocato lo sterminio della popolazione e, infine, difendersi dai vampiri che lo vorrebbero ammazzare.
Ogni giorno, egli non fa altro che ripetere sempre queste cose. Non ha scampo. E’ costretto a fare così. Poiché è solo, di giorno è il padrone del mondo, tanto è vero che è libero di andare dove gli pare senza che nessuno lo disturbi. L’unico inconveniente, però, è che non ha nemmeno una persona con cui poter parlare. Di notte, invece, è prigioniero della sua stessa abitazione per colpa dei vampiri che la cingono d’assedio. Un giorno, però, camminando solitario per la città disabitata, Robert vede una donna…
Tratto dal bellissimo “Io sono leggenda” di Richard Matheson, questo film, nonostante sia stato girato con un budget irrisorio, funziona molto bene. La storia, a parte qualche modifica, specialmente nel finale, segue abbastanza fedelmente quella del libro. Ciò che però stupisce maggiormente in questa pregevole pellicola è la regia di Ubaldo Ragona, che con uno stile essenziale riesce a creare un’atmosfera da incubo. Il protagonista, infatti, si muove attraverso una Roma talmente spettrale e inquietante da mettere i brividi: già nella bellissima sequenza iniziale, quando scorgiamo le strade completamente deserte, con i cadaveri per terra, le macchine abbandonate, le case vuote e le banconote, ormai inutili, che svolazzano nell’aria, il film riesce a trasmettere allo spettatore un profondo senso di angoscia che permane sino alla fine.
Il punto di forza del film, ovviamente, è la straordinaria interpretazione di Vincent Price: la sua prova è semplicemente magistrale, la facilità con cui riesce a sostenere da solo il peso dell’intera pellicola è qualcosa di eccezionale. Che attore! Certo che se facciamo il raffronto fra lui e Will “Il principe di Bel Air” Smith, protagonista della pessima versione che il mediocre Francis Lawrence ha realizzato dallo stesso racconto di Matheson, non c’è proprio storia: è perfino inutile dire chi esca vincitore dal confronto. “L’ultimo uomo della Terra” è un piccolo gioiello del cinema di fantascienza; dimenticato dai più, meriterebbe sicuramente di essere riscoperto.

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