Recensione su L'ultima casa a sinistra

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“Canis canem edit” / 30 agosto 2015 in L'ultima casa a sinistra

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Primo film diretto da Wes Craven e che prende ispirazione da “La fontana della vergine”. Beh, secondo me dal capolavoro bergmaniano prende poco o niente, ma non l’ho trovato malaccio come film. C’è questa ragazza che, il giorno del compleanno, va con una sua amica a vedere uno spettacolo teatrale. Strada facendo le tipe ne approfittano per comprare dell’erba da qualcuno e finiscono per trovarsi alla mercé di un gruppo di sadici criminali che le portano in un bosco per poi torturarle e ucciderle. Poi la sorte vuole che la banda di manigoldi si rechi a casa dei genitori della protagonista, spacciandosi per eleganti uomini d’affari. Alla fine vengono scoperti e fatti a pezzi con la stessa brutalità.

Come già detto horror interessante e abbastanza cruento (non è un caso che sia stato bandito in alcuni paesi), intriso di un pizzico di ironia con cui sembra che Craven si prenda gioco del conservatorismo di un certo tipo di famiglia americana (anche se gli stessi genitori, moglie e marito perfetti, si trasformano a loro volta in assassini ancor più sadici dei carnefici della loro figlia), ma anche dell’inaffidabilità delle forze di polizia, incapaci di trovare le ragazze scomparse. Un punto in più per la colonna sonora.

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