Recensione su Suspense

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Gli innocenti / 18 agosto 2015 in Suspense

Il più riuscito e famoso adattamento del celebre romanzo breve Giro di vite di Henry James, è probabilmente questo film britannico del 1961, diretto da Jack Clayton e splendidamente fotografato in bianco e nero da Freddie Francis (responsabile, tra le altre cose, anche del bianco e nero del “The Elephant Man” di David Lynch, nonché regista di numerosi film horror del periodo).
In piena era vittoriana, la puritana Miss Giddens (Deborah Kerr, in una delle sue migliori interpretazioni), giovane istitutrice, accetta l’incarico da parte di un ricco uomo d’affari (Michael Redgrave) di badare ai propri due piccoli nipoti. Miles e Flora (rispettivamente Martin Stephens e Pamela Franklin) sono orfani, la precedente istitutrice è morta di recente e lo zio non ha tempo ne voglia di occuparsene, per questo motivo lascia alla donna carta bianca per quanto riguarda qualsiasi decisione riguardante la loro istruzione e crescita. Arrivata nella dimora dove abitano i bambini, ne prende inizialmente in mano la conduzione con disinvoltura ed entusiasmo. Tuttavia la quiete è turbata da alcune sinistre apparizioni che riguardano prima un uomo e in seguito una donna vestita a lutto. Confidandosi con la governante (Megs Jenkins), scopre che le due figure descritte corrispondono a quelle della precedente istitutrice dei ragazzi, Miss Jessel (Clytie Jessop) e del giardiniere suo amante Peter Quint (Peter Wyngarde), entrambi morti in circostanze misteriose. Poco alla volta in miss Giddens s’insinua il dubbio che i bambini sappiano delle apparizioni, che fino a quel momento solo lei sembra notare, e che per qualche oscuro motivo facciano finta di niente. A peggiorare il quadro emotivo d’incombente nevrosi nell’istitutrice s’inseriscono i racconti della governante, chiacchierona e ignorante, che parlano di malefiche influenze sui bambini da parte della coppia, colpevole ai suoi occhi di portare avanti una bieca relazione che infrangeva i limiti e i confini di classe e decenza vittoriana, tornati dopo morti per prendere possesso dei bambini e forse a rivivere dentro di essi. Miss Giddens decide quindi di aiutare i bambini ad affrontare ed esorcizzare i presunti spiriti, cosa che porterà a un drammatico finale.
L’atmosfera che permea tutto il film è angosciante e di tensione crescente. Tutto il casting è perfetto, compresi i due piccoli interpreti, sinistri e inquietanti ma nello stesso tempo capaci di richiamare nel pubblico genuini sentimenti di compassione. Un capolavoro del genere gotico che è anche un esempio di ottima trasposizione cinematografica e aderenza al testo originale. Clayton, infatti, segue l’assunto di James di rivelare il meno possibile e lasciare alcune questioni in sospeso. Sia nel romanzo sia nel film, sono più le cose non dette o solo sussurrate che quelle palesate. Il perché Miles è cacciato da scuola né cosa dicesse di così sgradevole ai suoi compagni, non è mai rivelato, come non è svelato in cosa consistesse la presunta malsana influenza che la precedente istitutrice e il giardiniere esercitavano sui bambini. Tutto rimanda all’immaginazione e alla sensibilità del lettore/spettatore che comincia a fantasticare cose che l’autore non ha mai scritto e il film mai mostrato. James in nessuna parte del romanzo fa trapelare qualche risposta riguardante la veridicità delle apparizioni, mai chiaramente confermate da altri testimoni giacché vissute in prima persona da una miss Giddens sempre più preda della propria ansietà e (forse) follia. La narrazione mantiene l’ambiguità anche nel secco finale, privo di ogni spiegazione sia logica sia sovrannaturale. Rispetto al testo, la pellicola appare sottilmente protesa verso una risoluzione sovrannaturale, con i bambini forse veramente presi di mira da oscure presenze e non da semplici proiezioni della donna stessa, ma non in maniera risolutiva. L’interrogativo rimane quindi valido: a prendere di mira i due “innocenti” del titolo originale sono delle entità malefiche o le eccessive attenzioni dell’istitutrice?

2 commenti

  1. Stefania / 18 agosto 2015

    Sai che, nel 1971, Marlon Brando ha girato un film ispirato a “Giro di vite” che ipotizza ciò che è accaduto nella villa, prima dei fatti raccontati da H. James? https://www.nientepopcorn.it/film/the-nightcomers/ Brando interpreta il laido Peter Quint: ancora non sono riuscita a vederlo, ma tempo fa è stato trasmesso spesso (ad orari “complicati”) su Cielo.

  2. azz1970 / 18 agosto 2015

    Non lo sapevo! Grazie per l’indicazione, lo cercherò sicuramente!

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