Recensione su Infedele per caso

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23 Dicembre 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Oh, questo era il film che volevo vincesse il festival 🙁 l’hanno solo premiato per non ricordo cosa d’altro. Perché era divertente e leggero e spedito, e faceva uno shake di stereotipi che bastava a ridere per tutto il film.
Mahmoud è un musulmano britannico pochissimo praticante, ricalcato pari pari su Homer Simpson. Immaginarselo n ossa e carne, e musulmano. É pieno di difetti ma alla fine è un bravo guaglione, con la sua bella famigliola musulmana, anche se non prega mai ecc. Viene a scoprire di essere stato adottato, e che in realtà si chiama Solomon. E che è ebreo. Per gli intimi Solly. Da un lato dovrà imparare a essere ebreo, per poter avvicinarsi al letto di morte del suo appena scoperto padre. Dall’altro però deve apparire un perfetto musulmano, per aiutare il figlio a sposare la figlia di un predicatore estremista che va in giro a sostenere la jihad.
La parte migliore è quando l’amico tassista ebreo che ha preso in cura la sua istruzione cerca di insegnargli a sollevare gli occhi al cielo in giudaica maniera, alzando anche mani e spalle, e dire “ohi”, con aria e tono da ebreo contrito e triste per il destino toccato al suo popolo nomade ecc.
“Ohi”.
“No, ohi”.
“Ohi”.
“No, ohi”.
“OHI!”
“Ecco, così!”
Dite anche voi “ohi”, con un’aria come se faceste per scusarvi ma al contempo sopportare XD è bellissimo. E poi il tassista lo porta a un bar mitzvah a raccontare una barzelletta dal palco, come prova d’esame. Un successone.
Anche il predicatore islamico è ovviamente un truffatore rufffiano, che alla fine verrà sbugiardato sotto gli occhi dei media schizofrenici che banchettano con la notizia del musulmebreo; festa, multiculturalismo, possiamo vivere insieme, siamo tutti musulmani e anche tutti ebrei. Insciallah, Torah, bah, brouhaha e tutte quelle cose lì.

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