14 Recensioni su

The Impossible

/ 20127.1289 voti

The impossible… che è successo / 7 Maggio 2017 in The Impossible

Non un capolavoro, ma si può vedere. Altracosa quello di Clint.

26 Dicembre 2004 / 18 Dicembre 2016 in The Impossible

26 Dicembre 2004. Uno tsunami distrugge la vita di molte persone nel sud-est asiatico. Questa e’ la storia vera di una famiglia che arriva in Thailandia per godersi il Natale e vede la sua vita annientata dalla furia della natura fino a quel momento idilliaca.
The Impossible e’ un film struggente e commovente, una pellicola sulle peripezie di una famiglia che riesce a ricongiungersi affrontando mille peripezie in nome dell’amore che li unisce.
Il regista Bayona e’ molto bravo, riesce a creare una storia di profonda umanita’ e speranza senza cadere nel pietismo o nello straziante, rimarcando su come la vita dell’uomo sia effimera, su quanto ci affanniamo a possedere ricchezze inutili e su quanto siamo infinitamente piccoli difronte all’immensita’ della natura.
Molto bravi gli attori, in particolar modo Naomi Watts, qui in una delle sue interpretazioni piu’ sentite e dilanianti.
Un film di grandissimo impatto visivo e psicologico.

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Realistico è dire poco / 26 Settembre 2015 in The Impossible

L’interpretazione migliore di Naomi Watts.
Film crudo, commovente, fedelissimo alla storia vera a cui è ispirato.

19 Febbraio 2015 in The Impossible

Film ispirato a una storia vera, su una famiglia colpita dallo tsunami che nel 2004 travolse e sconvolse diversi paesi nell’Oceano Indiano.
Inizio con una tranquilla famiglia americana residente in Giappone, viaggia in Thailandia per una vacanza.
Padre (Ewan McGregor), madre (Naomi Watts) e tre figlioletti mentre si trovano in piscina vengono travolti dal violento e devastante impatto dello tsunami che li divide.
Film drammatico su cui cerco di non svelare molto di più, dal forte impatto emotivo e qualche momento più hollywoodiano (la scena verso la fine, in ospedale, mi sembra un pò tirata per le lunghe). Bello il gesto del figlio in Ospedale, quando si incarica di riunire le famiglie vittime dello tsunami.

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7,5 / 16 Settembre 2014 in The Impossible

In realtà non so bene che voto dare, perché il film è angosciante dall’inizio alla fine e quella cavolo di gamba mi ha fatto impressionissima, sta di fatto che comunque è molto realistico, però non lo consiglio alle persone che si impressionano facilmente

12 Febbraio 2014 in The Impossible

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Ewan McGregor e la Watts in vacanza coi figli in Thailandia. Ricchi da far schifo, difficilmente non odiabili. Anyway, arriva lo tsunami del Natale (che Eastwood aveva comunque girato meglio in Hereafter con bolso Matt), la famiglia è sparpagliata, bucata, bagnata, disperata. Umanità, acqua e sangue a palate, cataferi e catapecchie spazzate via a perdita d’occhio, tratto da una storia circa vera di una famiglia spagnola, che alla fine si è salvata tutta (wtf, i poveracci son morti quasi tutti :/). Non apprezzo più di tanto questi film dove la sofferenza è presa e girata e rigirata nella piaga ancora e ancora, tra l’altro il padre è decisamente un asino perché, oltre a essere E Mc G, continua a perdere tutti i figli con la scusa che li cerca, ne perde più di quanti ne trova. Anzi, quello che è impossible è più che altro quanto sia fesso lui, nella realtà la gente si spera sia più sveglia:/ L’unico personaggio accettabile finisce per essere (ma più per esclusione che per altro) il figlio maggiore, di quelli costretti a crescere di botto e bla.

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8 Febbraio 2014 in The Impossible

E’ successo davvero l’impossibile alla famiglia Belon (trasformata in Bennett per il film), vittime del terribile tsunami che colpì il Sud Est Asiatico il giorno di Santo Stefano 2004.
Basato su una storia vera, Juan Antonio Bayona ricostruisce l’indimenticabile calvario di questa famiglia spagnola (ma anglo-americana nel film) composta da cinque persone: madre, padre e tre figli, che si è salvata alla strage.
Che si è persa e poi ritrovata, quando tutto sembrava ormai perduto. Quando l’acqua sembrava avesse inghiottito ogni cosa. Villaggi vacanze, capanne, strade.. e migliaia di vite umane.

Con un cospicuo budget, Bayona (al suo secondo lungometraggio, dopo il successo di The Orphanage) ha ricostruito con una veridicità impressionante la potenza distruttiva della natura, forse come mai nessuno prima (nemmeno Eastwood in Hereafter ha fatto di meglio). Roba da applausi insomma. O da brividi lungo la schiena.

Tutto il pathos del film è puntato sull’ansia, sulla paura di essere rimasti soli al mondo, non sapendo cosa sia successo a tutti gli altri membri del nucleo famigliare, e contribuisce a fare di The Impossible un film tanto sconvolgente e devastante, che sa come mirare dritto dritto al centro del cuore umano.

Un film straziante, dai sentimenti forti, che nonostante il caos, la devastazione e la morte che gli fanno da sfondo, riesce a far prevalere le migliori qualità umane. Come la compassione e la solidarietà.

Un’opera così spettacolare e ben girata che sa appassionare, nonostante la linearità della trama di cui si conosce a priori l’epilogo.

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Un capolavoro! / 20 Dicembre 2013 in The Impossible

Ricordando un tragico evento accaduto realmente, lo Tsunami dell’ormai “lontano” 2004, questo film segna dritto al cuore dello spettatore.
Realismo e drammaticità si fondono insieme, provocando una stretta al cuore e allo stomaco che ti fanno quasi vivere in prima persona ogni singola scena della pellicola.

A dir poco stupendo. Non ci sono altre parole per descriverlo.

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16 Giugno 2013 in The Impossible

Non mi aspettavo granché da questo film e devo dire che avevo ragione. Purtroppo la parte drammatica viene enfatizzata in maniera assolutamente inutile, la storia è già di per sé tragica e gli eventi narrati forti, allora perché accentuare il dramma ogni singolo minuto? Veniva accentuata qualsiasi scena drammatica, dal ragazzino che urla alla mamma che i fratellini sono morti (senza senso visto che l’onda era appena passata, che cacchio dava per scontato che fossero per forza morti?), agli occhi sofferenti di lei ripresi due minuti filati per far capire che stava soffrendo tantissimo per il dolore delle ferite, alle varie scene di ragazzini che si buttano fra le braccia dei papà ritrovati con melodia classica da momento felice e toccante ecc… tutto ciò crea un effetto strappalacrime a mio parere eccessivo, talmente eccessivo da risultare quasi fastidioso. Io personalmente ero molto più toccata emotivamente nelle scene di verità generale ovvero quando si vedevano le persone sopravvissute cercare disperatamente i famigliari o piangere per la loro morte, o semplicemente le riprese del disastro dopo tsunami insieme alle grida dei feriti. Voglio dire, la situazione narrata è da sola assolutamente tragica e pesante, tutti i vari tentativi di far piangere sono talmente palesi nel loro intento da risultare freddi e questo di solito è classico del cinema americano, mi risulta nuovo in un film spagnolo.

Ma la storia in fin dei conti mi è piaciuta, è più che altro quella che fa il voto e Naomi Watts e Ewan McGregor sono due bravi attori. Poi Ewan… ♥
La scena dell’arrivo dello tsunami è davvero ben fatta e dura quanto basta, per fortuna almeno quella non l’hanno tirata troppo =P
Momento rabbia allucinante: il papà che molla i figli per andare a cercare la moglie. Ma stiamo scherzando?! È stato un incosciente senza pari!

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(quasi) Impossibile fare peggio / 21 Febbraio 2013 in The Impossible

Prendi Naomi Watts, e Ewan McGregor, due ottimi attori. Prendi poi lo Tsunami del 2004: un evento che nella sua tragica potenza presentava, per Hollywood, un’opportunità di forte potenza tragica. Aggiungi il fatto che una storia vera enfatizza, come al solito, l’empatia e l’immediatezza del racconto. Sembrano, le premesse per un’ottimo film, esserci tutte. E invece no.

McGregor è da 6, Watts da 6 meno meno. Entrambi troppo piatti nel recitare delle parti che, data la storia, meriterebbero ben più profondità. Entrambi, forse, incastrati troppo in una sceneggiatura che dedica ben poche attenzioni alla grandezza dell’evento in cui McGregor è famiglia si trovano. Assente è l’introspezione in personaggi estranei alla famiglia così come assenti sono i momenti in cui il regista sorprende lo spettatore. Tutto quello che succede è prevedibile, previsto, scontato.

Due sole le note positive: le scene dell’arrivo dello Tsunami (forti, d’impatto, efficaci) e l’ottima interpretazione di Tom Holland nei panni di Lucas (il figlio minore). Tutto quello che non c’è nel film c’è nella recitazione di questo ragazzino 15enne.

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21 Febbraio 2013 in The Impossible

Storia impossibile (come da titolo) eppure vera di una famiglia in vacanza in Tailandia e vittima dello tsunami del 2004. Il film si presenta come ricostruzione veritiera di quei fatti, soprattutto per quanto riguarda il comparto tecnico. La devastazione provocata dalle onde è ricreata perfettamente, e non a caso le migliori scene secondo me sono quelle in acqua, tanto realistiche quanto ben girate e interpretate dagli attori. Tra tutte, una delle ultime scene, con Naomi Watts che annega in una acqua torbida e stracolma di oggetti comuni, scena dal gusto horror e molto d’effetto.A un prima parte tutta giocata sul realismo, incentrata sulla potenza distruttrice dell’acqua e sull’urgenza di rimettere insieme una famiglia di 5 persone, fa seguito una seconda parte che vira sul melò, scadendo alle volte in una sdolcinata retorica, e dipingendo le gesta di una classica famiglia caucasica ( tutti biondi e belli, quando la famiglia originale era spagnola e mora) con il suo lieto fine, contornato però da bambini eroi e un certa impressione di “salvezza dei ricchi”, a discapito di tutta l’altra povera gente. Bravi Naomi Watts ( sebbene ritengo sia esagerata la candidatura a Miglior Attrice) e Ewan McGregor , OST adeguata e gradevole l’occhio al dettaglio del regista.

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16 Febbraio 2013 in The Impossible

Ci sono film che devono necessariamente esulare dal cinismo e/o dall’attento sguardo dell’incallito cinefilo ipercritico. Sono quei film che vanno visti e presi così come vengono e come, ovviamente, soggettivamente ti arrivano.
Talvolta penso: chi se ne frega di inquadrature perfette, scelte registiche efficaci e non retoriche, buchi o esagerazioni ruffiane nella trama, volte a rendere la storia più avvincente.
Questa poi è una storia vera. Magari un po’ pompata qua e là in alcune vicissitudini dei protagonisti (così suppongo, non posso certo saperlo) ma mai con affettazione, piuttosto per renderti reale l’irrealtà della realtà.
E’ stato un film per me duro e per i primi venti minuti ho pensato (come raramente, raramente mi accade) di non riuscire ad arrivare alla fine.
Ma poi alla fine ci sono arrivata, e senza fazzoletti impregnati di lacrime sia chiaro.
Piuttosto un po’ più segnata, o consapevole, e con la mente rivolta a Gus, la mia bellissima amica Tahilandese.

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Emozionante! / 11 Febbraio 2013 in The Impossible

E’ vero, di film catastrofici e strappalacrime se ne sono visti parecchi, ma come solito il risultato è toccante, emozionante, fa riflettere davvero su quanto possa rendere forti lo spirito di sopravvivenza e l’amore per qualcuno… protagonisti bravissimi, specie i bambini… La Watts e McGregor fenomenali!

/ 19 Gennaio 2013 in The Impossible

… che americanata strappalacrime! Lo “strappalacrime” ci sta anche bene, siano lodati i film capaci di toccare l’intimità dello spettatore tanto da commuoverlo, ma la focalizzazione cade piuttosto sulla parola “americanata” e quindi il valore del film è drasticamente ridotto. Eccessiva retorica per una storia, quella di una famiglia, e un contesto, come quello della tragedia dello Sri-Lanka, che bastano da sé per raccontarsi, per suggerire quel qualcosa che il film, con strumenti estremamente plateali e didascalici, ti spiattella, ti urla in faccia per tutta la sua durata.
Originale raccontare la tragedia dal punto di vista della famiglia, e della famiglia solamente, ma inevitabilmente ci si sente offesi, ci si sente traditi da uno spirito americano che non doveva trovare il suo posto in una pellicola del genere, ma cedere il passo a uno spirito di respiro più ampio, corale, che guardasse anche alla visione del tutto. La tragedia è condivisa, non è un fatto personale, ha piuttosto nei suoi attributi la compassione, il cum patior, il “soffrire con”.
Naomi Watts e Ewan Mcgregor sempre straordinari, piccola grande nota di piacere per i tre piccoli grandi protagonisti della vicenda… eppure tutti questi ingredienti positivi non fanno, e non hanno fatto, un capolavoro. Solo un ottima giustificazione alle lacrime quando si ha voglia di farsi male.

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