Recensione su Le idi di Marzo

/ 20116.7354 voti

17 dicembre 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Eh, non ci dovevo andare, hai ragione anche tu. Ma dovevo finire quei biglietti entro dicembre -.-
Il film di Giorgio Gay Clooney qualcuno ha persino detto che era bello. In realtà è tutto molto semplice. C’è il protagonista, Ryan Gosling, quello con quel ruolo da paiura in Drive *_*, che è un coso, come si chiama, di un candidato presidente degli Stati Uniti, uno spin doctor, ecco, in piena campagna elettorale. Succede che si fa prima fottere come un pivellino dallo spin doctor dei repubblicani-cattivi. E succede che si scopa una gnocchissima stagista, che è pure la figlia di uno dei principali finanziatori dei democratici. Ora, succede anche che scopre poi che lei si è scopata pure il candidato presidente, rimanendo incinta. Non era così integerrimo. Primo momento ridicolo, lei è gnocchissima e ricchissima, ma va piangendo da Ryan dicendo che non sa come trovare 900 dollari per abortire. Ma sticazzi, quasi te li posso prestare io 900 dollari -.- maddai. Il succo è che Ryan è incastrato da più parti e costretto a dimettersi. La morale è che lui alla fine, e gli ultimi 25 minuti son la parte migliore del film, lui si incazza come una iena (esattamente come succedeva in Drive), capisce che nella politica bisogna fare le peggio porcherie e si fa riassumere scendendo a compromessissimi e ricattando il wannabe presidente. Insomma, il cast è coi controcazzi, ci sono anche Paul Giammatti e Philip S. Hoffman che fanno del faccettismo. Però il mio andare al cinema per vederlo non se lo meritava, nonnò. Lui, l’attore, deve fare solo parti dove sta zitto e apre il culo a tutti. In quelle spacca.
Domani è pure una giornataccia. Mangia la mela.

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