The Hurt Locker

/ 20087.2268 voti
The Hurt Locker

Il difficile e pericoloso lavoro degli artificieri americani durante la guerra in Iraq raccontato attraverso gli occhi di tre soldati, il sergente William James, il sergente JT Sanborn e lo specilista Owen Eldridge, impegnati a svolgere il loro rischioso compito, che potrebbe costar loro la vita. Nel 2010 The Hurt Locker ha vinto sei Oscar: Miglior Film, Miglior Regia (Kathryn Bigelow), Miglior Sceneggiatura Originale (Mark Boal), Miglior Montaggio (Chris Innis, Bob Murawski), Miglior Sonoro (Paul N. J. Ottosson, Ray Beckett) e Miglior Montaggio Sonoro (Paul N. J. Ottosson).
schizoidman ha scritto questa trama

Titolo Originale: The Hurt Locker
Attori principali: Jeremy RennerJeremy RennerAnthony MackieAnthony MackiefemminaBrian GeraghtyGuy PearceGuy PearceRalph FiennesRalph FiennesDavid Morse, Evangeline Lilly, Christopher Sayegh, Christian Camargo, Suhail Aldabbach, David Gueriera, Nabil Koni, Sam Spruell, Sam Redford, Erin Gann, Malcolm Barrett, Kristoffer Ryan Winters, J.J. Kandel, Michael Desante, Anas Wellman, Tommy Dallace, Jeffrey Feingold, Kate Mines, Yousef Shweihat
Regia: Kathryn BigelowKathryn Bigelow
Sceneggiatura/Autore: Mark Boal
Colonna sonora: Marco Beltrami, Buck Sanders
Fotografia: Newton Thomas Sigel, Barry Ackroyd
Costumi: George L. Little, Moira Anne Meyer, Vicky Mulholland, Sara Rakhshandeh
Produttore: Kathryn Bigelow, Tony Mark, Greg Shapiro, Mark Boal, Nicolas Chartier, Jenn Lee
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Thriller, Guerra
Durata: 131 minuti

Six Academy.. / 7 Febbraio 2016 in The Hurt Locker

La guerra firmata Kathryn Bigelow. Emozionante Jeremy Renner(che meritava l’OSCAR) e un fantastico Ralph Fiennes che recita per manco 5 minuti. Bello,ma troppi OSCAR! Miglior regista era per il Tarantino dei Bastardi!

Sguardo e Estetica / 27 Gennaio 2015 in The Hurt Locker

L’estetizzazione della violenza ha contribuito alle critiche dei più maliziosi, ma lo sguardo della Bigelow è quanto mai apolitico seppur convenzionale, evitando disonestà intellettuale o facili moralismi e lasciando ai posteri l’ardua sentenza.

Oscar non meritato / 17 Febbraio 2014 in The Hurt Locker

Il film prende una piega interessante quando il protagonista fa il suo ingresso nella storia anche se alla fine di tutto rimangono soltanto micce inesplose, detriti e soldati americani drogati di guerra. Guardabile ma non da Oscar!

La guerra raccontata da una donna / 29 Dicembre 2012 in The Hurt Locker

La guerra in Iraq, un gruppo di soldati del gruppo degli artificieri e sminatori dell’esercito degli Stati Uniti, una lotta tra la vita e la morte, tra la convinzione e il dubbio di aver intrapreso la strada giusta, un conto alla rovescia che li separa dal ritorno a casa. Nel gruppo di artificieri c’è il caposquadra JT Sanborn (Jeremy Renner), sprezzante del pericolo, tanto da disinnescare le bombe senza le adeguate protezioni, il sergente Will James (Anthony Mackie), convinto soldato, che vede traballare le sue convinzioni man mano che i giorni passano e lo specialista Owen Eldrige (Brian Geraghty), inesperto e pauroso.

Insomma, nel film della Bigelow ci sono i diversi caratteri che si relazionano con la guerra in Iraq (nulla di nuovo), ci racconta come la guerra possa far traballare le certezze e le idee dei soldati al fronte, che combattono per un ideale, per una convinzione o per una costrizione e riesce a renderlo toccante, ma allo stesso tempo duro, mostrandoci le debolezze di tutti i personaggi. Un buon uso del rallentato che enfatizza la forza delle scene, lasciandoti con il fiato sospeso e portandoti a vivere le emozioni dei protagonisti.

Leggi tutto

24 Dicembre 2012 in The Hurt Locker

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Da dire che la Bigelow sta in una teca da idola per Strange Days, oltre a essere una delle rarissimissime registe in circolazione – sì, no, brave intendo (ahah, l’unica regista donna che fa film da uomini, si trova scritto:D).
C’è questa squadra antiesplosivi in Iraq che affronta quotidianamente blu le mille bombe blu. Gli salta l’artificiere, ne arriva un altro, apparentemente pazzo come un cavallo ma a cui tutto riesce sempre alla perfezione. Non si capisce bene perché questi 3 debbano quasi sempre esser soli a fare quel che fanno, danno un po’ l’idea dei cavalieri solitari nel deserto contro i cattivi, mentre invece immagino che a far la guerra serva un po’ più di organizzazione.
Comunque, tener alta la tensione con delle bombe che non sai se scoppiano nemmeno è così difficile, lo diceva anche Hitchcock a Truffaut, non capisco neanche perché nei film americani quando ci sono degli arabi sono sempre urlanti e sembra sempre che dicano allah allah allah in continuazione.
Il sottotesto parla della guerra e del male di vivere che ne consegue, e che resta dentro anche quando si torna a casa.
Il protagonista, che nel suo scafandro fa un figurone, nel finale è di nuovo al fronte perché quella è ormai la sua quotidianità, in cui si ritrova, e non la è più vivere in una villetta a schiera di una cittadina yankee (del cazzo, qua ci stava un del cazzo) con moglie che non lo capisce, figlio e caminetto. Pure il caminetto che non lo capisce. Perché, lo dice pure la locandina, la guerra è una droga ecc.
Piuttosto perplime che alla fine il protagonista sia ancora il più vivo di tutti, tenuto conto dei rischi al limite dello stupido che si prende, e anche gli arabi sembrano un po’ babbazzi, e falle esplodere prima queste bombe, cosa aspetti che te le disinneschi a fare? Ciò detto, a me il film è ben piaciuto, giustamente teso come una corda di violino e no risparmi nello scavare un po’ nei tre soldati spersi tra sabbia e allahallah. Per esempio prima lo sapevate come prende la mira un cecchino? Ok, non serve a una mazza, però…
Poi perché lo abbiano voluto tempestare con una grandine di oscar non lo so. Cioè, I mean, lo so, i nostri ragazzi al fronte, la guerra è brutta ecc, però non son d’accordo.

Leggi tutto