Recensione su Hunger Games

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UN PLAGIO MALRIUSCITO / 27 Novembre 2013 in Hunger Games

Partendo da un’idea ripresa – io direi plagiata – dal romanzo di Koushun Takami “BATTLE ROYALE”, da cui è stato già tratto l’omonimo film di Kinji Fukasaku, mischiando Orwell, qualcosa dell’ultimo “TRON”, e finanche Harry Potter (il torneo Tremaghi), “HUNGER GAMES”, trasposizione dell’omonimo libro di Suzanne Collins, è il tipico esempio di un bel soggetto sfruttato male, per non dire malissimo. Peccato, perché l’avvio non si offre sgradevole, e la narrazione procede abbastanza decentemente, per circa metà proiezione, malgrado un po’ di lentezza ed un velo patinato. Poi, però, proprio con l’inizio dei giochi, arriva il disastro: la tensione non regge, si scivola nel comico involontario, nel patetismo, nel buonismo. L’intero castello di disfa inesorabilmente. Tematiche che avrebbero richiesto uno sviluppo più accurato – quali la rivolta, il controllo tramite i media, l’illusione dell’arbitrio, il camuffamento di una vera e propria esecuzione capitale – sono giusto accennate senza la minima profondità, ricorrendo ai soliti ridicoli cliché (i neri che reagiscono solo in difesa di altri neri, ad esempio). E poi la violenza quasi censurata, che rende il tutto simile ad un prodotto Disney, quando invece, con una maggiore crudezza, si sarebbe ottenuto un buon impatto sullo spettatore.
La conclusione, prevedibilissima, sembra per un attimo risollevarsi, in vista di un sacrificio shakespeariano che possa fare da miccia per le sommosse nei distretti, ma sceglie invece di placarsi, subito dopo, in una totale mediocrità. Pertanto, buona la scenografia; piatta la fotografia (migliore nell’ambientazione iniziale del Distretto 12); fin troppo abusate le riprese a spalla; abbastanza inespressiva (frigida?) la protagonista; simpaticissimo il grugno ammaccato di Woody Harrelson; Donald Sutherland clamorosamente sprecato; Stanley Tucci inedito, anche nel look, e parecchio accattivante.

1 commento

  1. marcomaffei12 / 6 Dicembre 2013

    concordo. hai dimenticato un pizzico de “il signore delle mosche” 🙂

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