Recensione su Lo Hobbit: Un viaggio inaspettato

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Lo Hobbit, on the road (with dwarfs) again / 4 Gennaio 2013 in Lo Hobbit: Un viaggio inaspettato

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Abbiamo visto il film ma..
Sono convinto che qualcuno tra noi ha letto pure il libro (presente, regalatomi tra l’altro da uno dei miei migliori amici nonché fan della pagina). Il libro nasce come favola per i figli di Tolkien. Per chi si fosse svegliato da un coma profondo soltanto ora, sappiate che Tolkien è il tizio che lo ha scritto. Di conseguenza, nascendo favola, anche il film risente della semplicità e (imho) di una certa fluidità maggiore rispetto alla Trilogia dell’Anello. Questa non risulta essere uno svantaggio anzi a mio avviso è molto piacevole, tanto che l’ho preferito alla Trilogia precedente.
Anche se odio gli elfi, esseri che mi stanno particolarmente sul cazzo, sono come gli ex fumatori che ti dicono di smettere di fumare, aggiungeteci pure come il fantasy non sia proprio il mio genere.
Non ci crederete, viste le premesse ma ho trovato il film fantastico e sono uscito dalla sala, soddisfattissimo.
La trama, se proprio vogliamo dare una leccata di trama senza spoilerarvi nulla, tratta del giovane Bilbo.
Egli dovrà aiutare l’allegra combriccola di Thorin nel recuperare la propria terra, perduta a causa di un terribile Drago invasore, Smaug.
Piccola parentesi, il nemico ufficiale è Smaug ma nella pellicola in questione rilevanza avrà un orco pallido, pieno di cicatrici e senza un braccio. Braccio precedentemente perduto in una battaglia con Thorin stesso.
Nel libro il ruolo dell’orco è marginale ma non demonizzo il vecchio Jackson per la scelta, posso capire che per il primo capitolo serviva un cattivo con delle palle cubiche e certo non potevano bruciarsi subito la battagli epica. Comunque sia i nani e lo Hobbit avranno pane per i loro denti.

Vi dirò di più, vi dirò perché mi è piaciuto di più della saga de “Il Signore degli Anelli”.
Ho trovato il film veloce, più veloce.
E’ molto più spensierato. Giovanile, meno apocalittico, si respira quell’atmosfera di amicizia ma allo stesso tempo di allerta. Si, vada per la meno pesantezza ma il tema comunque è forte: “Bisogna ridare, a Thorin e i suoi, il lembo di Terra che i nani chiamavano casa” e guai a chi si mette contro. Ci sono dei momenti particolarmente divertenti come le battute contro la droga, o altre seppur di divertente poco hanno, sono lo stesso esilaranti (memorabile è la scena dei troll che vogliono cucinare la squadra di Thorin Scudodiquercia e il giovane Bilbo). Mi ha trasmesso molta più emozione, il canto dei nani a casa Beggins è da brividi. Per non parlare dell’azione, i combattimenti, e non sto dicendo che i combattimenti della Trilogia dell’Anello siano minori. Assolutamente no, erano senza dubbio più epici ma questa pellicola l’ho preferita di gran lunga. Insomma, per chi rivoleva il Peter Jackson spensierato, quello alla Bad Taste e Splatters, unito al Peter Jackson maturo (qualcuno sostiene “d’autore” e “neorealismo Jacksoniano”, io ci andrei piano con le definizioni) questa è la pellicola che fa per voi.

Note del Don.
Mi spiegate la differenza fra Bilbo e Gollum ? Perdonate il paragone e perdonate l’ignoranza, cerco di spiegarmi meglio, non sono tutte e due degli avari ? Tutti e due sono attaccati all’anello.
Non sono tutte e due dei malati cronici ?
Bilbo mi sta antipatico, un po’ come gli elfi.
Stupidi elfi, spero che gli orchi vi sodomizzino… mi ci gioco casa, a qualcuno di loro potrebbe pure piacere.

DonMax

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