Recensione su Lo Hobbit: Un viaggio inaspettato

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É un grande film. / 9 Maggio 2013 in Lo Hobbit: Un viaggio inaspettato

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Lo Hobbit-Un viaggio inaspettato è il primo film di una nuova trilogia diretta dal regista neozelandese Peter Jackson, tratta da un romanzo dell’illustre scrittore J.R.R Tolkien. Dal principio il film era molto atteso, i fan della saga cinematografica de “Il signore degli anelli” (ma anche gli appassionati di Tolkien) non vedevano l’ora che il film uscisse, grande era l’attesa e c’era un ampio pessimismo nei confronti di questo film. L’opinione generale era che il romanzo de “Lo Hobbit” fosse molto meno epico rispetto al Signore degli anelli e, questo forse è vero, si temeva dunque che la trilogia potesse essere un semplice tentativo di fare soldi disonorando così tutto il grande lavoro che era stato fatto intorno al kolossal precedente.
Molti però erano rassicurati dal fatto che Peter Jackson sia un regista di tutto rispetto che tiene sempre molto ai suoi lavori. Ho pensato di recensire questo film perché sono sempre stato un appassionato dei libri di Tolkien e della trasposizione cinematografica de “Il signore degli anelli”.
Però non solo per questo, ho notato che molti hanno dato pesanti critiche negative al film e allora ho pensato che quelle critiche fossero piuttosto infondate basate moltissimo sul pregiudizio.
Credo che il film sia fatto molto bene, oltre ad avere un montaggio delle scene da paura, possiamo apprezzare la recitazione impeccabile di quasi tutti gli attori che contribuiscono a far immedesimare il pubblico nella situazione pur restando un film fantasy basato su un libro per bambini.
Di questo film una delle cose che penso è che sia stata una scommessa da parte del regista, una scommessa molto azzardata e tra l’altro coraggiosa.
Coraggiosa per due motivi:
il primo è che dopo aver fatto una grande trilogia epica come Il signore degli anelli, fare un film basato su un romanzo rivolto più ai bambini e con toni decisamente più grotteschi è una cosa che può risultare sgradevole agli spettatori e può far perdere di credibilità anche sui film precedenti.
Il secondo motivo è molto banale: sarebbero potuti sembrare troppi film con la stessa modalità di lavoro e basati su romanzi ambientati nello stesso mondo immaginario. Sembrerà strano ma tutte queste cose non bastano a poter dire che questa nuova trilogia è una pessima idea e questo lo si può facilmente dimostrare, perché le stesse cose si sarebbero potute pensare già prima dell’uscita del film.
Dunque bisogna giudicare il film dopo averlo visto e dopo aver fatto un’analisi attenta (cosa che io ho fatto) e non giudicare la scelta di averlo fatto.
Ho parlato della scelta del regista neozelandese e ora vorrei parlare del film in se per se. Ripeto che la recensione la faccio proprio perché voglio far capire che le critiche rivolte a questo film sono fuori luogo.
Nelle singole parti il film forse non è epico ma la trama lo è !
Cosa c’è di più epico di un gruppo di nani che si incamminano per riconquistare la loro patria ?
Oltre a questo io penso che PJ si sia superato perché è riuscito a dare la giusta miscela di action e ad amalgamare il tutto rendendolo molto unito e compatto analogamente con la precedente trilogia.
Però io penso che il modo giusto per valutare il film sia distinguerlo da il signore degli anelli…perché lo hobbit è lo hobbit, con la sua trama i suoi difetti etc…
E forse nel libro la differenza tra le due opere si nota meno, però quando viene trasportato sul grande schermo si nota di più…molto di più.
Per giudicare bene ovviamente bisogna aspettare la conclusione della trilogia con l’uscita dei prossimi due capitoli, ma questo lo si può fare in grande tranquillità perché questo primo film fa ben sperare.
Una delle critiche negative più stupide rivolte a questo film sta nella teoria secondo la quale che questo film sia fatto solo per le tante unità di effetti speciali presenti all’interno.
FALSISSIMO !!!!!
A questi io rispondo “Quello lo è avatar” !
“Non Lo hobbit”.
Questo film l’ho visto in HFR ma di questa tecnica di fare film non parlo perché vorrei farlo appositamente…non ora.
Dico solo che mi sembra che sia una novità sensazionale e prevedo anch’io che i 48 fotogrammi al secondo rappresentino il futuro del cinema.
In conclusione credo che il film non sia perfetto e da 10 per vari motivi:
il primo motivo è che bisogna aspettare gli altri due film per giudicare al meglio.
Gli altri motivi sono dovuti alle scene un po’ ai limiti del delirante come quella del re dei goblin nella caverna e battutacce deficienti come “fu così che nacque il gioco del golf”, oppure ” Radagast si fa di funghi allucinogeni”.
PJ è riuscito a renderlo un film per il buon pubblico di tutte le fasce quindi queste battutacce le trovo insensate.

14 commenti

  1. Kagura / 9 Maggio 2013

    Oooh, finalmente qualcuno che la pensa in modo positivo!! Concordo in pieno con te!

    ps: però quella del gioco del golf è veramente scritta nel libro anche se non l’ha detta Gandalf ^^’

    • Noloter / 9 Maggio 2013

      E’ vero, la battuta è presente nel libro; non è di Gandalf ma del “narratore”, per così dire, però c’è.
      Magari stona un po’ perchè il tono del film è serioso ed epico mentre il libro è strutturato come una fiaba della buonanotte (per usare un’espressione cara a Tolkien) che non si prende mai sul serio.
      Difetti il film ne ha, ma per quanto mi riguarda ne ho riscontrati altri.

    • alex10 / 10 Maggio 2013

      strano…il libro lo lessi…
      non mi ricordavo di questa battuta !! XD
      allora mi devo ricredere…se tolkien l’ha messa…un motivo ci sarà!! 🙂

      • Noloter / 10 Maggio 2013

        La conferma definitiva: The hobbit, edizione Harper Collins 2006, capitolo 1, pagina 22; Lo hobbit annotato, edizione Bompiani 2000, capitolo 1, pagina 53. Chi vuole può verificare =P

  2. Presenza / 10 Maggio 2013

    andare a vedere Jackson per poi dire quanto è mainstream,
    e intanto fargli fare altri incassi? lo stai facendo sbagliato.
    questa recensione ha la mia ascia! 😉

  3. Presenza / 16 Maggio 2013

    @alex10 navigando mi è capitato di incappare in questa dichiarazione:

    Roger Ebert, il primo critico cinematografico a vincere il Premio Pulitzer e uno dei critici più influenti d’America, nella sua recensione di Shaolin Soccer ha bene espresso questo concetto: “Il sistema delle stellette è da considerarsi relativo, non assoluto. Quando chiedete ad un amico se Hellboy è un bel film, non gli chiedete se è un bel film rispetto a Mystic River, gli chiedete se è un bel film rispetto a The Punisher. E la mia risposta sarebbe che, se in una scala da 1 a 4 Superman è 4, allora Hellboy è 3 e The Punisher è 2. Allo stesso modo, se American Beauty è un film da 4 stelle, allora Il delitto Fitzgerald ne merita due”.

    e mi sei tornato in mente, ho pensato che potevo usarla per spiegarmi meglio.
    In buona sostanza sono d’accordo con la sua spiegazione del sistema
    delle stellette/voto.
    Cioè che bisogna valutare il film in base al suo genere, e io aggiungo
    in base al suo target.
    In base a quali erano gli obiettivi del regista e a chi voleva farlo piacere.
    Siccome so che era il film di un Tolkieniano fatto per piacere ai Tolkienani
    allora non si può che dire che sia un film che ha centrato l’obiettivo.
    Se poi è piaciuto anche al grande pubblico, questo è un mero caso.
    Ben venga, ma non si può affermare con certezza che sia stato voluto.
    (non che io pensi che la cosa sia un male, anzi)

    • Presenza / 16 Maggio 2013

      *non si può che dire che sia un film che NON ha centrato l’obiettivo.

    • alex10 / 16 Maggio 2013

      sì…credo che Roger Ebert sia morto proprio il mese scorso tra l’altro…
      io penso che la sua tesi l’abbia elaborata pensando al fatto che mettendo a confronto due film si incappava nel problema che si doveva spiegare perchè un film è migliore dell’altro e cosa ha matematicamente in più…
      il problema è che nelle forme d’arte come il cinema non si può pretendere di avere una linea che ti delinea come fa ad essere un film migliore di un altro e questo perchè lo spettacolo non è quantificabile in termini fissi.
      è un fatto di intuito
      e proprio perchè è un fatto di intuito si poteva essere più “giustificati” quando si faceva una critica perchè confrontando lo stesso genere era più facile fare una critica che si potesse definire reale nei fatti

      io penso che anche specificando questo il “problema” si sia alleviato ma non superato del tutto.

      peter jackson ha fatto il film perchè voleva completare la trasposizione cinematografica generica della terza era (periodo temporale immaginario nel mondo di tolien) .
      quindi in un certo senso sì…il film è rivolto soprattutto ai tolkieniani (anche se penso che magari col film si sollecita il pubblico a leggere anche i libri se non lo si è fatto).
      però nel momento in cui tu fai un film non puoi rivolgerlo solo ai tolkieniani perchè nel cinema queste “sette” non ci sono e non si possono creare…il tutto dipende da come lo spettatore rimane dopo la trasposizione del film…che sia tolkieniano o meno..infatti PJ ha cercato di renderlo un film per tutte le fasce di pubblico.

      detto questo però non riesco a capire perchè dici che non abbia centrato l’obbiettivo se sia rivolto ai tolkieniani.
      indubbiamente ci sono delle differenze col libro che fosse non tutti hanno gradito ma nel complesso penso che sia stato abbastanza gradito dai fan di tolkien (io sono tolkieniano e il film mi è piaciuto).
      ripeto però che forse quando la trilogia sarà conclusa si potrà allora dare un opinione molto più coerente.

      • alex10 / 16 Maggio 2013

        quindi io penso che…tolkieniani o no…non si possono accollare critiche pesanti a questo film perchè è ben fatto (i motivi li ho ampiamente dimostrati).
        però aspettiamo di vedere gli altri due film.

  4. Presenza / 17 Maggio 2013

    eh, scusa! 🙂 mi ero impaperato con la doppia negazione eheh!
    ma perché le vedi come sette scusa?
    uno può essere tolkieniano,e contemporaneamente anche un sacco di altre cose…che so…tarantiniano quando va a vedere tarantino…
    otaku quando vede un anime…ecc.
    cioè,secondo me, uno si dovrebbe saper sintonizzare di volta in volta
    con il tipo di film che guarda.
    Io ne faccio un fatto di elasticità mentale.
    SE conosci Tolkien sai cosa aspettarti da Lo Hobbit di Jackson.

    poi per carità è un ottimo film anche per chi non ha neanche letto Tolkien eh.
    hai indubbiamente ragione! 😀

    • alex10 / 17 Maggio 2013

      vabbè forse dire setta ho esagerato..intendevo enfatizzare il fatto che dal momento in cui decidi di fare un film anche se è rivolto ad un certo tipo di pubblico deve essere un’opera sempre accessibile a tutti…in poche parole anche se ti ispiri a un certo tipo di pubblico quando fai il film esso rimane comunque un film e quindi lo possono vedere spettatori di tutte le fasce…
      e in base a questo durante la realizzazione del film devi per forza di cose comportarti di conseguenza…soprattutto per un film come lo hobbit che è prequel di una trilogia che ha attratto tantissime persone…e ha registrato infatti tantissimi incassi.

  5. Presenza / 17 Maggio 2013

    ah!ok!allora sono d’accordo! 😀
    speriamo bene anche per i prossimi!

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