Recensione su Lo Hobbit: Un viaggio inaspettato

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20 dicembre 2012

Chi si aspettava di trovare ne “Lo Hobbit” l’epicità del Signore degli Anelli non aveva idea di cosa stava andando a vedere. Il romanzo è una bellissima fiaba indirizzata soprattutto a un pubblico giovane (non per questo non apprezzabile dagli adulti, tutt’altro) e la cui atmosfera ha ben poco a che vedere con l’epicità, la solennità (posso dirlo? ahah) di quella summa che è “Il Signore degli Anelli”. In generale mi è piaciuto, la sequenza iniziale era fantastica per non parlare della scena degli indovinelli con Gollum/Smeagol, perfetta, esattamente come l’avevo sempre immaginata. Alcune scene le avrei però tranquillamente evitate (Radagast e la morte imbarazzante dell’orco gigante…) però per il resto da fissata di ISDA e compagnia bella posso dirmi soddisfatta. Più che altro non capisco la necessità di una trilogia per una storia semplice di neanche 300 pagine. O meglio lo capisco benissimo, però boh, perchè? Speriamo che Peter Jackson non deluda (l’aggiunta di personaggi creati appositamente per il film mi puzza, ma vabbè, vedremo…).
Interpretazioni comunque perfette, Martin Freeman è un Bilbo ottimo per non parlare di Richard Armitage come Thorin… mi è piaciuto tantissimo, perfetto nel suo ruolo!

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