Recensione su The hitcher - La lunga strada della paura

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7 Febbraio 2014

La lunga strada della paura.

Un road movie che si tinge di giallo e di rosso sangue. Un viaggio all’insegna della paura e dell’azione tipica degli action anni ’80.
Il tutto condito da sequenze da brivido come altrettanto da brivido è Rutger Oelsen Hauer che incarna un freddo e silenzioso killer psicotico autostoppista dell’ultima ora probabilmente omosessuale latente.

Nel deserto più profondo nessuno può sentirti urlare, questa è la regola. Signore e signori lasciate che “The Hitcher” entri nelle vostre vite, the Hitcher, un film tanto violento quanto angoscioso.

La vicenda si svolge nella west coast americana, nel giro di pochi giorni. Il protagonista della pellicola è il giovane Jim. Il primo errore del giovane Jim è stato quello di raccogliere un autostoppista. L’aria che si respira sin dai primi minuti è pesante e l’atmosfera cupa della pellicola aiuta lo spettatore ad immergersi completamente in esso.
Perché ? Perché John Ryder è uno psicopatico che ha ucciso e che ucciderà ancora.

Notevole la scelta, nel suo esser violento, di non spettacolarizzare la violenza. La scena splatter è evitata, è tutto lasciato all’immaginazione dello spettatore.
Basti pensare a quello che accade all’allegra famiglia (bambino incluso) a bordo di una station wagon, la quale ha la brillante idea di fornire un passaggio a Ryder dopoché il nostro se ne è liberato con un astuto trucco.
Da questo momento il giovane Jim si trova in una caccia aperta, una caccia che coinvolgerà la Polizia di Contea e la popolazione locale. I punti morti sono davvero pochi, la regia è pulita e l’azione è tanta. Tutto questo è The Hitcher una pellicola fin troppo sottovalutata.

DonMax

1 commento

  1. Bisturi / 7 Febbraio 2014

    Un cult degli anni ’80. Il fascino dichiarato del road movie mescolato all’action, al noir e al dramma. Un film d’impatto, spietato e crudele; Hauer perfetto.

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