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Parliamo di dignità? / 5 settembre 2014 in The Help

Se durante la visione di questo film non sentite dentro il fuoco dell’indisponenza,
dello sdegno mescolato a un tocco di triste compassione e un pizzico di
violenza da contenere… beh, probabilmente io è voi non avremmo mai nulla da spartire.

Ogni volta mi chiedo se la mente umana sia veramente capace di tanto con tale
naturalezza oppure se sia indispensabile ultizzare qualche forma di autoconvincimento
e forza di volontà per poter essere come le persone descritte in questo film, e non mi
rivolgo certo alle protagoniste.

E’ vero che al mondo esiste la violenza, è vero che i tratti della violenza fisica
sono noti a tutti e forse, a volte, proprio per questo si riesce ad evitarla, a
condannarla, a reprimerla e perchè no anche a prevenirla.

Ma la violenza psicologica???

La violenza psicologica e morale è la peggior violenza che un essere umano possa subire,
perchè i suoi tratti non sono sempre visibili, perchè le sue lacerazioni potrebbero
non solo non rimarginarsi mai, ma aumentare nel tempo e portarti a considerare la morte
come la fine di tutti i tuoi mali.

E’ questo tipo di violenza, quella più complicata da combattere, da vedere, da percepire
perchè spesso chi ne soffre è portato a nasconderla al possimo e a volte anche a se stesso
ma il dolore non si nasconde realmente mai, purtroppo.

Ed è contro questo tipo di violenze che io non riesco a percepire perdono, in nessuna forma,
è in questo tipo di violenze che ci trovo il punto più basso dell’essere umano inteso
come individuo intelligente, è in questo tipo di violenze che ci trovo la meschinità
e l’inutilità dell’esisteza.

E’ in questo tipo di violenze che nel mio cuore non c’è pietà ne comprensione, non c’è compassione
ne considerazione.

Sono vite inutili, esistono, probabilmente hanno più fortuna di quelle esistenze che soffrono, ma sono
soltanto sbagli del tempo, che non so per quale motivo si concede e gli concede modo di esistere.

Il film tocca il tema razziale, precisamente quello della servitù e della schiavitù del popolo di
colore a servizio di quello bianco, del ricchezza che comanda e governa la povertà, con arroganza.
Tratta insomma della storia del mondo, dell’umanità.

In fin dei conti parla di menti troppo piccole, inferiori, di persone che non hanno capito e non capiranno
mai che cosa voglia dire vivere, parla di gente che purchè non se ne renderà mai conto avrà sprecato la
possibilità assaporare i contorni di questo mondo, le briciole di polvere del sentimento, le parentesi
delle emozioni, la dolcezza di una lacrima e l’amaro di un sorriso, il calore di uno sguardo e la potenza
di una stretta di mano.

E’ vero, non sarà mai un problema per loro, non sarà mai una loro considerazione, ma in questo ne sono certo
tutte le vite che per loro conto hanno sofferto nel valore della loro anima mai e poi mai saranno inferiori.

C’è una caratteristica di inestimabile valore che nessun ricco potrà mai acquistare, ne dar la sensazione di poterla
possedere ed è la caratteristica che contraddistigue le protagoniste di questo film, è la caratteristica su cui ogni
essere umano dovrebbe puntare per se stesso e per il proprio prossimo, è la caratteristica che ci ha permesso nella storia
di superare ostacoli insuperabili, di raggiungere mete irraggiungibili e quella che più di ogni altro ci permette di avvicinarci
ad una forma di rispetto per il miracolo che nasconde la nostra esistenza:

Questa caratteristica è la Dignità.

In nome della quale, sintetizzando, un essere umano può esser considerato tale o meno.

Credo che in ogni comunità esistente il primo valore assoluto da inseguire e proteggere sia quello della dignità.

Vogliamo cambiare il mondo?? retribuiamo la dignità!!

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