12 Recensioni su

E venne il giorno

/ 20085.3286 voti

MNS / 22 Aprile 2019 in E venne il giorno

il buon M.Night ci riserva sempre pellicole mai banali e lontane dal solito clichè a cui siamo abituati.. un regista che apprezzo nonostante le critiche

Venne il giorno che la Terra si scocciò / 6 Novembre 2017 in E venne il giorno

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Al di là delle sue ingenuità, della qualità discutibile della prova offerta dagli interpreti e dell’improbabile tono generale, quasi naïf, questo film di Shyamalan non mi è affatto dispiaciuto.
In particolare, ho gradito il fatto di essere inquietata e angosciata. Già.

Il concetto che l’umanità sia un virus, un agente patogeno o, meglio, un ospite mal tollerato dall’ecosistema naturale è acclarato. Fra i tanti disaster movie che parlano di eliminazione dell’umanità a seguito di eventi meteorologici o naturali devastanti, questo ha dalla sua una diabolica ineluttabilità: le piante sono creature cieche ma senzienti e inesorabili, mentre il vento porta placidamente la “malattia” e, ah-ha, prova a fermarlo, il vento. In natura, non riesco a immaginare una combinazione di forze migliore, per mettere fine all’Uomo in fretta e senza che possa concepire un’alternativa all’emigrazione di massa (fra l’altro, dove? Forse, nello spazio? Un ambiente anaerobico dove la morte sopraggiungerebbe comunque istantanea, al minimo errore?).

Uno degli elementi che mi ha spaventata e, insieme, divertita di più (ecco perché apprezzo Shyamalan) è la macabra ironia finale della storia che lascia ben poche speranze. La coppia protagonista aspetta un figlio. Ho pensato alla Terra che dice: “Ma… Vi riproducete ancora? Ancora?!? Beh, cari miei, lasciatevelo dire: non capite proprio un accidente” e, così, ripropone (altrove, ok) la stessa piaga mortifera. E, probabilmente, stavolta, il pianeta non sarà così benigno da interrompere l’ecatombe dopo poche ore. Insomma, venne il giorno che la Terra si scocciò, una volta per tutte.

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19 Febbraio 2017 in E venne il giorno

L’idea di base è buona, non originalissima ma buona.
Il ritmo lento non induce però un senso di catastrofe imminente, solo noia in attesa di qualche evento un po’ più veloce che risvegli un po’ l’attenzione.
Il trucco di Shyamalan è sempre lo stesso, questa volta meno nascosto del solito. All’inizio sai già cosa accadrà e aspetti solo la fine per la conferma.
I momenti migliori restano l’inizio e la fine, per il resto si cerca di non trovare troppo insopportabili i protagonisti.

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Film-avvertimento. / 14 Giugno 2016 in E venne il giorno

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Non riesco davvero a capire le pesanti critiche date a questo ottimo prodotto di un eccezionale regista. Perché diciamolo: Shyamalan scrive e dirige da Dio! Ha uno stile inimitabile.
È un film originale, con una storia interessante e scene di tensione create alla perfezione.
Naturalmente è un film che va visto “tra le righe” , non da vedere solo il solito “film di fantascienza/catastrofico” come ce ne sono a centinaia. No, Shyamalan va oltre. È un film post 11 settembre 2001 (girato a New York tra l’altro) ; dove ormai qualsiasi cosa accada, i primi indiziati sono i terroristi (film attualissimo quindi). Gli americani hanno paura, sono spaventati e citano molte volte i terroristi, riuscendo solo nella parte finale a capire che la colpa era di tipo naturale. Quindi, come spiega bene nel finale un signore in un programma in tv, questo era solo un avvertimento, in futuro potrà accadere di peggio. Scena successiva: la protagonista scopre di essere incinta. Film incredibile.

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5 Ottobre 2013 in E venne il giorno

Manoj Night Shyamalan è un regista a cui non riesco a dare una spiegazione. Due dei film più brutti che ho visto sono da lui diretti (“L’ultimo dominatore dell’aria” e “After earth”) e sinceramente mi lascia nell’ambiguità anche in “Signs”, “Lady in the water” e “Il sesto senso”, nonostante riesca a vedere una buona capacità di atmosfera e resa cupa. “E venne il giorno” è probabilmente il film che mi ha convinto di più, nonostante grossi buchi di scrittura. Se non convince la trama, le spiegazioni, le cause e gli effetti, le prove attoriali (oddio, della sceneggiatura funziona veramente poco), convince, paradossalmente, l’atmosfera, il respiro, le situazioni. Tre su tutti i passaggi da ricordare: l’uccisione dei due ragazzi alle soglie della casa “disabitata”, l’incontro con l’anziana signora, il finale catartico del ri-trovo. Tutte situazioni di un sapore strano, quasi mistico, difficile da descrivere.

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Ridicolo. / 12 Giugno 2013 in E venne il giorno

È ridicola la recitazione di tutti quanti, nessuno escluso.
Sono ridicoli i dialoghi, soprattutto quello che esce dalla bocca di Mark Wahlberg e Zooey Deschanel (lei poi che per tutto il film mantiene costante l’atteggiamento e lo sguardo della deficiente totale).
Sono ridicole le situazioni in cui le persone restano a guardare gli altri che si suicidano e non fanno NIENTE a parte frignare. Ma scappare? Tapparsi il naso per non respirare l’aria? Cercare un modo per far riprendere le persone che vanno in “trans”? Qualsiasi altra cosa? No, nessuno fa nulla a parte piangere e gridare ai terroristi.
Di mucchi di persone sconcertate in mezzo alle situazioni di crisi, l’unico che fa domande e propone soluzioni è Elliot, mavà? Come quando fermano il treno e fanno scendere tutti quanti, l’unico che va a chiedere “perché ci siamo fermati? Dove siamo?” è lui, gli altri vagavano in tondo tanto per comparsare. O nel bar la tizia mostra il video che la sorella le aveva inviato tramite cell proprio a lui. Di tutte le persone che erano in quel bar lei fa vedere il video proprio a lui ma perché? Bah.
“È la tossina sprigionata dalle piante che fa impazzire le persone, dobbiamo restare contro vento!” ed il vento inizia a soffiare proprio in quel momento, proprio in quella direzione e con una potenza senza senso visto il posto ed il clima.
La bimba abbandonata dal padre non aveva parenti? In tre mesi se la sono adottata?
E non sono le uniche cose ridicole del film!
Veramente brutto, non perdete tempo a guardarlo.

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Incoerenze e pessima recitazione / 28 Ottobre 2012 in E venne il giorno

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Mi spiace per il buon Shyamalan – che ho apprezzato davvero in molti dei suoi film – ma questo lo ha ciccato di brutto!! Troppe le incoerenze per una trama che poteva anche essere valida, se ben sviluppata.
I problemi iniziano fin dal principio in quanto si potrebbe presumere che alcuni umani siano immuni a questo presunto “attacco terroristico” di natura chimica. La ragazza a comparire nella prima scena rimane cosciente mentre tutte le altre persone nel parco tentano di togliersi la vita. Eppure poi si scopre che la colpa stava nelle piante e che nessuno può esserne immune, ma che per potersi salvare occorre formare piccoli gruppi di umani in modo che le piante non si accorgano della loro presenza. Il film però si conclude con una ripetizione della scena iniziale ma ambientata a Parigi. E di nuovo sorge spontanea la domanda: perché è solo una persona a restare immune??? Ovvio, per far vedere allo spettatore la situazione (machecazzataè?).
Discorso a parte andrebbe fatto per questo presunto vento spontaneo che sembra avere vita propria e “inseguire” gli esseri umani (???).
Ah immaginatevi poi un padre che abbandona la figlioletta perché deve farsi dare un passaggio in una macchina in cui non c’è posto anche per lei (non potrebbe restare in braccio visto che è una bambina?) per correre a salvare la moglie senza sapere bene dove possa trovarsi e andando inesorabilmente incontro al suicidio “indotto”. Molto veritiero no?
Ah per contornare il tutto aggiungete anche una pessima recitazione sia di Mark Wahlberg (non mi stupisce la nomination a peggior attore protagonista) sia di Zooey Deschanel (che sinceramente più che delusa dal matrimonio sembra avere seri problemi mentali).
Posso aggiungere e quindi arrivare a una valutazione di ben 4 stelline che la sensazione di ansia e angoscia presente in tutta la durata della pellicola è ben resa e penetra nello spettatore.

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Da vedere / 22 Gennaio 2012 in E venne il giorno

A me il film è piaciuto, si si.
Concordo abbastanza con le altre recensioni sul fatto che sia un film che ha qualcosa che manca, che non va, soprattutto nella seconda parte.

Ma stiamo parlando di lui, M. Night Shyamalan!
E solo questo basterebbe per vedere il film.

Quoto chi ha parlato della stranezza dei personaggi 😀

Però ci sono buone idee dentro, dosate e poste con quella maestria che ha fatto grande il regista: e sto parlando soprattutto della prima parte del film.
Inizia il film.. tutto normale, scene quotidiane, due amiche che sono al parco.. e poi si precipita di colpo nell’angoscia, perplessi e disorientati. WOW

Da vedere insomma!

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A-T-O-M-I-C-O !!! / 20 Gennaio 2012 in E venne il giorno

Si ride in continuazione grazie a una trama idiota con punte di banalità sconcertante, una recitazione ridicola e degli interpreti piazzati a caso.
Mai riso così tanto durante la visione di quella che dovrebbe essere una pellicola seria…

Ottimo incipit … ma non l’intero film / 12 Settembre 2011 in E venne il giorno

Il fiml parte benissimo e ti mette un forte senso di angoscia ma poi con il passare dei minuti il film diventa pesante e si avverte l’mpresione che il regista non sa dove andare a parare.

8 Marzo 2011 in E venne il giorno

Devo diire bruttino bruttino, pessima la sceneggiatura, pessimi gli attori, la messa in scena precisamente come un film catastrofico di serie B degli anni ’70 (e tutti quei microfoni ballerini?), l’idea molto bella, ma, come sempre in Shyamalan, non basta. Il risultato, a mio parere, è che tutto il sottotesto metaforico viene affossato dalla nullità del resto.
Non si risparmia nello stereotipo famiglia/coppia che si sfascia o meglio non vuole nascere e che si ritrova e solo lì, una volta sperimentato il ruolo che si rifiutava, allora si salva, con quella caduta incredibile di lei incinta nel finale, come se non fosse bastata la famiglia creata nell’urgenza, una famiglia altra forse, ma decisamente molto consapevole (e mai nessuno che sprechi molte energie a salvare un proprio simile, come se il fondo del legame comunitario fosse solo quello famigliare stretto, e non “anche quello”, meglio se con legami diretti di sangue). Il problema è che nessuno capisce veramente il perchè del disagio di coppia che nei dialoghi è quasi alla stregua di una gag da cabaret, nessuno capisce perchè dovrebbero tornare insieme passata la paura.

Per quanto riguarda il rapporto uomo/natura per me la natura reagisce ad un attacco, è vero che tutto inizia nelle grandi città, con tanto di sviolinata incensante per la piccola comunità, ma la sensazione è che i cittadini che si sparpagliano siano delle truppe ostili, non in fuga, ma all’attacco in posti ancora spogli, l’uomo come malattia, come virus che dilaga e che è nocivo in rapporto alla suo numero, una piaga che contamina via via il pianeta, un paesaggio sempre più rurale che si vede invaso, aggredito, violentato. Il che come idea non è male, ma la tensione non è sempre alta, altre volte ho visto la paura evocata da Shy molto più efficace, qui il tutto non mi ha inquietato neppure un filino (colpa dell’atonia degli attori???).

Per quanto riguarda l’altra metafora l’uomo come gruppo che si disgrega fino a ridursi all’unità (la pazza furiosa che vedo con piacere interpratata da una rediviva Buckley) in effetti è un percorso di equilibrio dell’uomo con l’uomo, prima come gruppo nei suoi rapporti di presenza/mancanza di solidarietà, poi come nucleo sempre più piccolo, ma mi sembra che ciò abbia più senso rispetto alle comunità che incontrano i fuggitivi, non a chi scappa: la riduzione all’uno è rappresentata dalla donna solitaria, dopo che anche il piccolo gruppo si è dimostrato terrorizzato/violento (l’uccisione dei due ragazzi da parte dei barricati ed armati, piccola metafora degli Usa), lei sembra in equilibrio con la natura, mangia ciò che coltiva, azzera ogni tecnologia (ciò che le persone usano più spesso per il proprio suicidio), ogni mezzo di comunicazione, ma è anch’esso un eccesso, non ha rapporti con altri uomini, rifiuta la socialità, quindi anch’essa perisce.
Eppure anche qui fra dialoghi assurdi e personaggi che non dicono molto di più della loro bizzarria (ma perchè sono tutti così bizzarri?) io non ho trovato la quadratura del cerchio.
La sensazione appunto è che si sia attaccato ad un altro genere, il catastrofismo anni ’70, è un film quasi desueto

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28 Febbraio 2011 in E venne il giorno

Chi ha amato i film di Shyamalan resterà deluso questa volta. L’idea di base è davvero interessante e anche molto attuale. La possibile estinzione di animali apparentemente poco utili come le api, ma invece fondamentali all’essere umano e alla natura per sopravvivere dà inizio a una serie di eventi che hanno paradossalmente qualcosa di soprannaturale.
Non mi è piaciuto molto perchè il tema trattato è passato in secondo piano, dando spazio più alla teatralità degli eventi e alla suspance. Ma il film non si può reggere solo su quello; viene detto all’inizio del film: “in natura avvengono fenomeni che a volte neanche l’uomo è in grado di spiegare” e questo, secondo il regista, ci deve bastare come spiegazione per tutto ciò che vedremo in seguito. A me non è bastato. Peccato davvero.

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