Recensione su The Hand

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The Hand-Ruka / 12 Maggio 2020 in The Hand

“Ruka” è l’ultimo cortometraggio dell’animatore cecoslovacco Jiri Trnka. E’ un film molto cupo e di fortissima denuncia sociale: un vasaio(metafora dell’artista e dello stesso regista) plasma vasi di terracotta a casa. Ad un certo punto, ecco il cambiamento dello scenario: un enorme mano(simbolo del potere statale comunista cecoslovacco) irrompe dentro casa. Il vasaio prova a nascondersi, ma la mano lo trova e gli impartisce un ordine(plasma un enorme indice puntato contro il vasaio): il vasaio si rifiuta. Allora la mano prova a corromperlo plasmandogli un enorme TV, dove gli si mostrano le immagini di un mondo effimero e perfetto. Dopo il secondo rifiuto, La Mano lo costringerà con la violenza a diventare il burattino della mano stessa: ed il vasaio non potrà più nascondersi se non sacrificando la sua vita stessa.
Un cortometraggio inquietante e scomodo, in un certo modo precursore della successiva Primavera di Praga che avverrà 3 anni dopo. L’ortodossia, il bisogno di imporre una dottrina e la mancanza di libertà sono il fulcro di quest’opera in stop-motion(tecnica oggi usata da molti animatori, ma di cui Trnka fu uno dei principali sviluppatori). Molto bello e suggestivo l’uso della sovrapposizione(uno delle principali peculiarità, come diceva Ghezzi): in tal modo il film raggiunge il suo effetto eliminando ogni dialogo, ogni parola. Credo che se questo film fosse stato “parlato” avrebbe perso il suo intento di denuncia: solo l’immagine riesce in questo caso a portare avanti un discorso etico e politico.

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