Il colpevole - The Guilty

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Il colpevole - The Guilty

Asger lavora al centralino che raccoglie le chiamate di emergenza. Un giorno, risponde alla richiesta di soccorso di una donna che dice di essere stata rapita. Prima che Asger possa acquisire tutte le informazioni, la chiamata si interrompe. L'uomo ha a disposizione solo il telefono, ma tenta il tutto per tutto per risolvere un mistero ben più grande di quello che immagina.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Den skyldige
Attori principali: Jakob CedergrenJakob CedergrenJessica DinnageJessica DinnageOmar ShargawiOmar ShargawiJohan OlsenJohan OlsenJacob Ulrik LohmannJacob Ulrik LohmannKatinka Evers-Jahnsen, Jeanette Lindbæk, Simon Bennebjerg, Laura Bro, Morten Suurballe, Guuled Abdi Youssef, Caroline Løppke, Peter Christoffersen, Nicolai Wendelbo, Morten Thunbo, Maria Gersby Cissé, Anders Brink Madsen, Tommy Bach, Jan Christensen, Christian Lassen, Michael Rud, Jørgen Niclasen, Helena Malmros, Axel Christensen, Alexander Clement, Camilla Lau
Regia: femminaGustav Möller
Sceneggiatura/Autore: Emil Nygaard Albertsen, Gustav Möller
Colonna sonora: Carl Coleman, Caspar Hesselager
Fotografia: Jasper Spanning
Produttore: Henrik Zein, Lina Flint
Produzione: Danimarca
Genere: Thriller
Durata: 86 minuti

CALL ME / 16 Agosto 2019 in Il colpevole - The Guilty

Una spremuta di essenzialità. Un ambiente, un protagonista, una vicenda.

La storia è semplice. Un operatore telefonico del pronto intervento di Copenaghen riceve una chiamata d’aiuto da parte di una donna. Non c’è altro. Un ora e trenta di chiacchiere con protagonista il bel faccione danese di Jakob Cedergren.

Ma come può funzionare un film così siffatto e perdipiù dal titolo un po’ banalotto? Semplice. Funziona perché i dialoghi suggeriscono le situazioni mantenendo la mente dello spettatore attiva e stimolata per tutto il tempo. Si perché nonostante tutto il film si svolga all’interno di un stanzino, grazie ai dialoghi ricchi d’informazioni avremo spesso la sensazione di abbandonare il centralino e volare via all’altro capo del telefono. Il regista permette allo spettatore di creare gli ambienti, i volti, e le scene che non ha girato. Alla fine della fiera ci permette di costruire visivamente il suo film.
Curioso anche il fatto che il film si svolga praticamente in tempo reale. Per quel che riguarda la veridicità della gestione delle emergenze per come ci viene proposta non ci metto la mano sul fuoco.

Da sottolineare l’ottimo sound design senza il quale l’opera avrebbe i minuti contati.

Bel debutto per il giovane regista Gustav Möller che ha sicuramente il merito di farsi da parte senza strafare.

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Il gioco delle apparenze / 11 Marzo 2019 in Il colpevole - The Guilty

Il colpevole – The Guilty, scritto e diretto dall’esordiente danese Gustav Möller e premiato come miglior film dal pubblico della sezione World Cinema – Dramatic del Sundance 2018 e del Torino Film Festival 2018, è un interessante thriller “da camera” che rispetta perfettamente le unità aristoteliche di luogo, tempo e azione.
Nel corso di circa 90 minuti, un agente della polizia di Copenaghen di turno al centralino del pronto intervento (Jakob Cedergren) prova a risolvere un caso complesso e caratterizzato da toni molto drammatici.

A conti fatti, Cedergren è l’unico attore in scena (con lui, in alcune sequenze, ci sono dei comprimari, ma i loro volti, a differenza di quello del protagonista, non sono quasi mai intellegibili). Le sue interazioni con gli altri personaggi sono perlopiù vocali, senza contatto visivo. Quindi, come lo spettatore, il protagonista apprende dettagli e risvolti della vicenda solo con il dipanarsi degli eventi, senza salti temporali di sorta, come se si trovasse dentro una stanza buia.

Il meccanismo narrativo e formale adottato nel film danese non è affatto nuovo. Basti pensare a Locke (2013) di Steven Knight con Tom Hardy.
Non per questo, la macchina cinematografica de Il colpevole – The Guilty ne risente.
In particolare, il film di Möller gioca bene con le possibilità offerte dalle apparenze, insistendo sui concetti di contestualizzazione ed empatia.

Gradevole e tiratissimo.

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