2014

The Guest

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The Guest
The Guest

Un soldato in congedo diventa amico dei conoscenti e dei famigliari di un militare caduto in missione. In realtà, si tratta di un individuo molto pericoloso, che metterà in pericolo chi verrà a conoscenza del suo segreto.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: The Guest
Attori principali: Dan StevensMaika MonroeBrendan MeyerSheila KelleyLeland OrserJoel David Moore, Ethan Embry, Tabatha Shaun, Lance Reddick, AJ Bowen, Candice Patton
Regia: Adam Wingard
Sceneggiatura/Autore: Simon Barrett
Colonna sonora: Steve Moore
Fotografia: Robby Baumgartner
Produttore: Keith Calder, Jessica Wu
Produzione: Usa
Genere: Thriller
Genere:
Durata: 100 minuti

The guest after three days stinks / 24 Giugno 2017 in The Guest

Thriller piacevole dal gusto rétro anni ’80. Nulla di eccezionale ma tutto sommato piacevole, per un film che fa della semplicità la sua arma migliore. Il genere d’appartenenza non è chiarissimo, strattona continuamente tra il thriller, l’action, l’horror e l’umoristico.
La storia è semplicissima. Un giovane di nome David si presenta alla porta della famiglia Peterson, presentandosi come ex-commilitone e amico del figlio morto sotto le armi. David sa farsi ben volere, ma ben presto rivela la propria natura. Alla lunga diventa prevedibile ma si guarda comunque.

Il regista Adam Wingard lo conoscevo per altri due suoi lavori. Il divertente ma misero segmento “Q for Quack” nella raccolta antologica “L’abc della morte”, e per il disgraziato e senza appello “Blair witch”. Con queste tragiche premesse, mi sono avvicinato timoroso a “the Guest”, pronto a rimanere nuovamente deluso ma devo dire che tutto sommato è stata una visione tranquilla. Probabilmente questo è (sarà?) il miglior film di un bravo regista non troppo talentuoso.

Alcune situazioni inverosimile facilmente evitabile, qualche dialogo pompato di troppo. Eliminando il superfluo sarebbe potuto risultare meno di seconda fascia ma non avrebbe certo raggiunto un minutaggio accettabile. La solita coperta corta delle piccole produzioni non pretenziose.

Le cose migliori sono la recitazione (nonostante qualche dialogo come già detto) e la colonna sonora veramente lodevole.
Normalmente non critico mai i finali ma qui risulta davvero difficile mordersi la lingua.

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5 Dicembre 2014 in The Guest

The Guest è il film che ho preferito al 32TFF. L’opera sembra partorita da un fan di Carpenter, i rimandi non sono così espliciti ma i due vengono accomunati dalla stessa passione, dalla stessa forza dietro la mdp, dalla stessa capacità nel raccontare una storia. Il film fondamentalmente è un film d’azione ma non è solo questo. Proprio come il già recensito Cold in July, l’opera passa da un genere all’altro. Il protagonista sembra uscito da un film dell’era Reagan eppure non è affatto così. Il giovane David è un soldato in congedo, ha combattuto e combatte una guerra personale. Lo sfondo non sarà quello della fine della guerra fredda, non siamo in una pellicola muscolare, ma il protagonista è una figura cara alla cinematografia degli anni ’80. David è un soldato attivo, ha preso parte a più missioni in Medio Oriente, è dannato ad un’esistenza in solitaria e, glielo concediamo, è fastidiosamente bello. Essendo egli un sopravvissuto porta con sé una serie di esperienze e ricordi fra cui quello di un suo amico, tal Peterson, commilitone morto in battaglia; dopo aver attraversato mezza nazione a piedi arriva a casa Peterson, la famiglia lo accetta a braccia aperte perché il giovane ricorda vagamente il figlio perduto. Lo spettacolo offerto nella fase iniziale è fortemente drammatico, lo spettatore fa la conoscenza con i vari personaggi.. una strana atmosfera è nell’aria ma di azione neanche a parlarne.

In questi primi minuti si capisce come qualcosa stia per accadere: un padre si lamenta del suo capoufficio; una madre ancora non ha elaborato il lutto; la figlia all’insaputa dei genitori si frequenta con uno spacciatore ed gruppo di bulli se la prende con il figlio piccolo. La classica famiglia per bene, quella delle apparenze da salvare e che allo stesso tempo è piena di problemi (riletti in chiave parodistica, l’alcolismo paterno ne è un esempio) viene messa alla berlina. Casa Peterson diventa ben presto la seconda famiglia di David, in particolare il giovane si lega profondamente alla figura materna, una bellissima donna la quale giorno dopo giorno ricorda il figlio deceduto. Ne è certa, la natura di David è buona. Deve essere sicuramente buono se frequentava il figlio. David infatti si comporta benissimo, aiuta a casa, ascolta i problemi della famiglia e li risolve. Si mostra un ospite modello, è amichevole e volenteroso, conquista i cuori dei Peterson, ancora segnati dalla recente scomparsa. Lo vediamo in sala spronare il capo famiglia, dare lezioni di autodifesa, sistemare i bulli a scuola, risolvere situazioni difficili come una sospensione. La trama di The Guest è avvincente come poche, nell’opera di Adam Wingard il cinema muscolare incontra l’autoironia: prendiamo ad esempio la scena in cui David sistema i bulli che vessano il secondogenito Peterson. Girata in un bar, dal montaggio frenetico, la scena è un susseguirsi di gambe che si spezzano, rotule fratturate e battute scorrette. Alla minaccia di un barista che vuole chiamare la polizia, David risponde a tono: questo succede quando servi gli alcolici ai minorenni, prendi i soldi, sono per i danni. Come avrete capito, ai metodi spartani del nostro è legata una massiccia dose di autoironia, grande pregio del film. Attenzione, non fatevi ingannare, The Guest non è semplicemente un film ca**one da vedere il Sabato sera con gli amici. L’opera ha un suo perché, è un gioeiellino da vedere e far vedere, si muove su più generi passando così dalle scene action all’umorismo frizzante degno della miglior commedia americana ma si approda addirittura all’horror, nelle atmosfere cupe, suggestive ed inquietanti degli ultimi minuti. L’ospite modello, così amichevole e volenteroso, dopo aver conquistato i cuori dei Peterson si dimostra per quello che realmente è: una letale arma da guerra. David è una lenta macchina programmata per uccidere, è Terminator senza occhiali da sole, è Michael Myers con gli addominali scolpiti, è la versione nichilista di Capitan America, è Rambo con la camicia.

Con il suo arrivo in città una serie di persone cominciano a sparire nel nulla, alcuni cadaveri vengono ritrovati in più parti e vengono accusati di omicidio gli amici della giovane Peterson. Oltretutto un’organizzazione segreta torna in modo prepotente nella vita di David. Sorgono così dubbi sulla di lui natura. Cosa nasconde il bel David ? Chi è realmente ? Il prezzo per scoprire la verità è carissimo e forse il gioco non vale la candela. Dal montaggio frenetico, dalla regia impeccabile, dalla colonna sonora che fa l’occhiolino agli anni ’80, dalle sublimi scene d’azione, The Guest è forse l’opera che più rispecchia la mia visione di cinema. Ha praticamente tutto quello che serve per catturare la vostra attenzione, è un film sulla vendetta, è intrattenimento spettacolare che arriva a trattare, in misura del tutto marginale, delle difficoltà del reinserimento dei soldati nella quotidianità. Un film adrenalinico come pochi, da notare come la scena al labirinto della scuola ricorda vagamente The Lady from Shangai di Orson Welles ed il finale rimanda chiaramente ad un certo tipo di film dell’orrore, il mostro in fondo ritorna sempre.

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