Recensione su Un poliziotto da happy hour

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3 dicembre 2011

C’è qualcuno che probabilmente traduce i titoli dei film dall’inglese senza neppure aver visto il film interessato o senza neppure aver cercato un briciolo di informazioni sul film in questione.
Non si può spiegare altrimenti questa assurda e stupida scelta del titolo italiano per un film che in origine è solo “The Guard”.
La componente ironica ce l’ha aggiunta il traduttore italiano non si sa bene perchè visto che questa non è una commedia. Perciò anche a voler pensare che l’abbia fatto per cercare di attrarre l’attenzione su un film indipendente e sperare di farlo passare come una commedia per incentivare gli incassi, ci si chiede, porco cane!, chi diavolo gli abbia insegnato una strategia di marketing così cretina da rischiare di far perdere sia quella parte di pubblico interessata ad un film di questo genere sia quella parte che si aspettava una boiata tipo “American Pie” e si trova davanti tutt’altro.
Perchè questo è un film irlandese, che ripropone tutti gli stereotipi irlandesi, condensati in un personaggio magistrale (splendido Brendan Gleeson nella parte!), fatto di quell’ironia fredda e tagliente, al limite del cinismo, bruciante e tipicamente collerica, un perfetto ritratto di un poliziotto vizioso ma perbene, un irlandese alla ricerca di una sorta di redenzione.
Perfetta l’ambientazione, la sceneggiatura è un orologio svizzero ben calibrato e molto buono anche il resto del cast (da DOn Cheadle a Liam Cunningham a Mark Strong).
Un appello: andate oltre il titolo che è l’unica cosa brutta e, purtroppo, ce l’ha messa proprio qualche idiota del ca**o qui in Italia.

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