2012

The Grey

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The Grey
The Grey

Un gruppo di operai addetti all'estrazione del petrolio in Alaska precipita con l'aereo che li sta portando sul luogo di lavoro. I sopravvissuti dovranno vedersela con la fame, il freddo ed un branco di lupi.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: The Grey
Attori principali: Liam NeesonFrank GrilloDermot MulroneyDallas RobertsJoe AndersonNonso Anozie, James Badge Dale, Ben Hernandez Bray, Anne Openshaw, Peter Girges, Jonathan James Bitonti, James Bitonti, Ella Kosor, Jacob Blair, Lani Gelera, Larissa Stadnichuk
Regia: Joe Carnahan
Sceneggiatura/Autore: Ian Mackenzie Jeffers, Joe Carnahan
Colonna sonora: Marc Streitenfeld
Fotografia: Masanobu Takayanagi
Costumi: Courtney Daniel
Produttore: Joe Carnahan, Jules Daly, Mickey Liddell, Ridley Scott, Ross T. Fanger, Jennifer Monroe, Tony Scott, Jim Seibel, Adi Shankar, Spencer Silna, Bill Johnson
Produzione: Canada, Usa
Genere: Azione, Drammatico, Thriller
Durata: 117 minuti

Niente di nuovo / 31 Marzo 2018 in The Grey

Come ho letto in altri commenti, probabilmente senza Leam Neeson questo sarebbe un film anonimo. La trama è abbastanza banale e l’effetto dei lupi secondo me poteva essere sfruttato meglio per alzare la tensione. Niente di nuovo insomma. Spiace per Neason perché pare che la sua carriera si stia focalizzando solamente su questo genere di film

Uomo e natura, uomo e Dio / 25 Agosto 2017 in The Grey

Un bel survival del quale annoto un paio di elementi positivi. Innanzitutto le sequenze di apertura, un’atmosfera davvero particolare (anche se poi Carnahan non riesce a mantenerla intatta) con la quale entriamo incuriositi in questo mondo ghiacciato di lavoratori ai confini dell’umanità. Poi la scrittura e la messa in scena della sequenza clou sull’aereo, con un sonoro aggressivo e distorto. Il resto tira avanti in modo più ordinario, con la continua minaccia del branco di lupi, una presenza per lo più nascosta nell’ombra che colpisce in modo repentino con ringhi esagerati e un comportamento animale davvero favolistico (ma vabbè è fiction). La storia ha qualcosa di sottilmente religioso, dove emerge per potenza la scena dell’urlo a Dio da parte di Liam Neeson. Il finale ha qualcosa di più selvaggio e atavico, legato alla sfida tra uomo e natura, ma non mi è sembrato molto convincente.

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Ottimo Liam Neeson / 27 Gennaio 2017 in The Grey

Un discreto film di sopravvivenza, che riprende il già noto tema di uomo vs natura inserendo però anche degli altri elementi abbastanza interessanti. Liam Neeson è il protagonista, un uomo malinconico, che pensa continuamente alla moglie, presumibilmente morta, che lavora per una compagnia petrolifera in Alaska. Nella fattispecie si occupa di cacciare i lupi che minacciano i vari lavoratori. Quando lui e diversi suoi colleghi si imbarcano su un aereo per il turno di riposo, una violenta tempesta si abbatte su di loro e precipitano. Pochissimi i sopravvissuti, ma Neeson prova a tenerli calmi e ad organizzarli per salvarli. Ma non è certo finita qui: oltre alla tormenta i superstiti vengono cacciati da un gruppo di famelici lupi, che uccidono in quanto loro malgrado sono pure precipitati nel loro territorio. La sua esperienza di cacciatore lo spinge a cercare di inventarsi qualcosa e a lottare, ma sarà durissima. Come da titolo, benissimo il personaggio interpretato da Liam Neeson, come sempre molto bravo, e discreti anche i comprimari, che bene o male se la cavano tutti senza cadere eccessivamente in stereotipi. Il difetto di questo film però è il ritmo e, al tempo stesso la durata: le scene di lotta sono poche, ci sono tante scene di riflessione, chiamiamole così, senz’altro importanti, ma, in conclusione, abbastanza noiosette per un film di quasi due ore. Il regista si rifà con diverse buone trovate sul piano narrativo, e alla fine, il film si merita un sette pieno, come detto, grazie soprattutto alla performance del protagonista.

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Liam ma che mi combini?! / 28 Luglio 2015 in The Grey

Film di genere survivor condito con un po’ di azione che senza la partecipazione del grande Liam Neeson sarebbe stato perfetto per il ciclo “alta tensione” in voga gli anni passati su canale 5 e di cui nessuno rimpiange sicuramente l’assenza.

La storia di per se,almeno inizialmente,promette bene e ma col passare dei minuti il tutto diventa surreale e ridicolo.
Il lupo che caccia l’uomo è una cosa totalmente errata e priva di fondamento come dimostrano gli studi è un animale schivo che teme anzi l’uomo e se può evita proprio di starci nelle vicinanze.

Mi stupisce un attore così sprechi il proprio talento partecipando a pellicole quanto meno discutibili.
Sconsigliato.

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2 Marzo 2015 in The Grey

Avete presente il film Alive – Sopravvissuti, quel film basato su un disastro aereo avvenuto sulle Ande ? Dai, da bambino mi ci devastavo.. era quel film in cui i sopravvissuti sono costretti a mangiare i cadaveri congelati degli amici morti per arrivare alla fine del film (lol)

Bene, metteteci una serie di lupi affamati, venidicativi e territoriali, ai sopravvissuti non rimarrà che preoccuparsi di questi bestie mostruose altro che trovare il tempo di mangiarsi fra di loro, ed il risulatato finale sarà il filmone della serata: THE GREY.

The Grey è una pellicola che ha due chiavi di lettura, la prima un po’ più spartana e la seconda un po’ più filosofica. Classe 2011, diretta da Joe Carnahan ed è tratta dal racconto Ghost Walker di Ian Mackenzie Jeffers (autore della sceneggiatura ndr), l’opera ha come protagonista un certo Liam Neeson, qui a livelli altissimi, che interpreta John Ottway. John è un cacciatore esperto assunto da una ditta petrolifera per difendere i lavoratori dagli attacchi dei lupi. Figlio del melting pot, il padre era un ubriacone irlandese con la passione per la poesia, egli è il portagonista di quello che mi sono permesso di rinominare “western” glaciale in cui la frontiera è rappresentata dai ghiacci dell’Alaska ed il pericolo non è il pellerossa. John Ottway è una figura a dir poco crepuscolare, è l’ultimo cavaliere in una valle di lacrime ghiacciate, è un cowboy con la pelliccia in eterna lotta con delle bestie feroci.
Detto fatto.
Durante un viaggio aereo, in seguito ad una bufera, il boeing su cui viaggiava precipita in qualche remota zona a cavallo fra l’Alaska ed il Canada, da questo momento lui e i sette sopravvissuti al volo devono fronteggiare un branco di lupi feroci.

Questa è una delle due chiavi di letture del film,
quella da film d’azione. Voglio dire, l’azione c’è, il film è puro cinema di menare ed unisce alle scene action le atmosfere horror ( i lupi grossi come leoni non risparmiano nessuno), senza scordarsi però delle paure e delle emozioni che affliggono i personaggi. L’opera, come dicevo, ha una seconda chiave di lettura, può essere interpretata in modo più profondo. Il film è come un viaggio che in un certo qual modo fa maturare i personaggi, ed ecco spuntare il tema della redenzione e della predestinazione al fallimento o al successo.

Io preferisco questa chiave di lettura. Il protagonista pur essendo un “duro e puro”, ha i suoi drammi che ritrova nell’esperienza vissuta e nei sogni/incubi che lo tormentano, si distanzia parecchio dal classico duro del cinema d’azione. L’opera in fondo parla di questo, abbiamo un gruppo di uomini maturi destinati a perire in una selva oscura, sono soggiocati dalle fiere, hanno paura. Caronte li ha abbandonati, è esploso assieme alla barca, sono circondati dal nulla. Sono predestinati al fallimento o al successo, anche Dio si è dimenticato di loro e si ritrovano così a vagare per la loro strada. In passato hanno seguito la via del peccato ed ora pagano pegno.

Quello che vivranno non verrà raccontato con facilità.

Perfino la morte è meglio di niente.

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